Green pass: cosa cambia con le nuove regole?

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-di Pierre De Filippo-

Era da un po’ di giorni che si attendeva il Consiglio dei Ministri di ieri, 16 settembre, che avrebbe dovuto prendere una decisione chiara e categorica rispetto all’estensione del green pass. Di dubbi, in realtà, ve n’erano pochi: Mario Draghi era stato netto nella prima conferenza stampa post-estate nel dire che “sì, il green pass verrà esteso e sì, pensiamo all’obbligo vaccinale”.

Proprio rispetto all’estensione del green pass era stato ancora più lineare: “non stiamo valutando se, stiamo valutando come e con che tempi”, giusto per fare intendere a chi era duro d’orecchie – leggasi Matteo Salvini – che quel provvedimento, piacente o nolente, ci sarebbe stato.

E così, puntuale, nella serata di ieri è arrivato ed è figlio della unanimità del Consiglio dei Ministri.

Cosa cambia.

L’obbligo di green pass riguarderà, per citare il ministro Brunetta, “chiunque entri da una porta per svolgere il suo lavoro”. Parliamo di 23 milioni di italiani, praticamente più di un terzo del totale, di cui 14 impiegati nel settore privato.

Il Governo concede circa un mese a tutti per adeguarsi: la misura sarà infatti valida dal 15 ottobre al 31 dicembre, giorno in cui, forse, scadrà finalmente lo stato d’emergenza, dichiarato ormai un anno e mezzo fa.

A chi si rivolge l’obbligo?

Praticamente a tutti i lavoratori: magistrati, dipendenti di Bankitalia, colf, badanti, elettricisti, falegnami, meccanici, panettieri e chi più ne ha più ne metta.

E i parlamentari?

Qui la situazione è più complessa e va chiarita: le Camere godono di un principio, che è quello dell’autodichia, vale a dire del completo autogoverno dei suoi membri. Saranno dunque le presidenze di Camera e Senato a dover, con apposito provvedimento, stabilire modi e tempi dell’obbligo. Che ci sarà, perché al netto degli oltranzisti Borghi e Paragoni, tutti concordano sul fatto che anche per entrare in Parlamento sia necessario il certificato verde.

L’obiettivo dichiarato del Governo è quello di arrivare, entro ottobre, ad una copertura vaccinale dell’80% anche perché, con chiarezza, chi ancora oggi non ha deciso nemmeno di prenotarsi può tranquillamente essere definito no-vax. Dunque, il tempo per le buone maniere è finito.

In CdM, il Ministro Giorgetti ottiene che i tamponi molecolari abbiano validità per 72 ore e non più per 48, “guadagnando” un giorno in più.

I tamponi.

Tanto si era poi discusso del costo dei tamponi: dalla Lega e dai sindacati invocavano la gratuità – avrebbe pagato pantalone, come sempre – mentre dal Governo e dalla maggioranza parlamentare si dichiaravano indisponibili ad un simile regalo.

Cosa è stato stabilito? È stato stabilito che il tampone sarà gratuito per le persone impossibilitate e vaccinarsi, avrà un costo pari a 8€ per i minori ed uno calmierato a 15€ per tutti gli altri. Comunque sia, un bel costo.

I controlli sul lavoro.

Verranno svolti direttamente dai datori, i quali dovranno organizzarsi internamente ed individuare un responsabile e potranno utilizzare l’app VerifiCa19.

Sanzioni.

Per mancati controlli, la sanzione in capo ai datori di lavoro oscillerà tra i 400€ e i 1000€ mentre, qualora a non essere in regola dovessero essere i lavoratori, questi rischiano delle sanzioni dai 600€ ai 1500€ se sorpresi sul lavoro senza green pass. S’è scelta la linea dura.

E la politica?

La polita è, in larga maggioranza, contenta delle misure prese, sia in termini sanitari – l’estensione dell’obbligo – che di gestione dei temponi – evitare che fossero totalmente gratuiti.

Chi ne esce in difficoltà è la Lega, da sempre scettica verso imposizioni e limitazioni, che può gioire però dell’estensione della durata dei tamponi molecolari.

In periodi di carestia, come si suol dire, anche questo è un risultato.

Giorgetti, in realtà, ha insistito abbastanza anche sulla riapertura delle discoteche – cavallo di battaglia leghista – e ha ottenuto che su questo finalmente si torni a discutere, mentre Dario Franceschini ha richiesto una apertura al 100% per i teatri.

Speranza, forte del sostegno di Draghi, ha risposto picche ma siamo solo all’inizio. Se le nuove misure sul green pass funzioneranno, evidentemente i settori inizieranno uno ad uno a riaprire e a tornare alla normalità.

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