“Gloria agli eroi russi”, una scritta compare sui muri di Salerno

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di Claudia Izzo

Siamo in via Francesco Cantarella, la strada di Salerno che congiunge  via Piave a via Nizza. E’ tardo pomeriggio.

Si avverte nell’aria un odore pungente. Un uomo di nazionalità ucraina sta cercando di cancellare dal muro del fabbricato, con del diluente, una scritta  di vernice rossa  che recita: “GLORIA AGLI EROI RUSSI”.

Vorrei credere di aver letto male, ma non è così.

Il significato della frase  che celebra il popolo russo e tutto questo colore rosso diventano troppo anche da leggere, riportano agli orrori di una guerra non lontana da noi. Una scritta che fomenta odio,  come se già non ce ne fosse abbastanza in giro.

Il muro su cui la scritta campeggiava fino a qualche attimo fa è lo stesso su cui si apre un negozio di alimentari ucraino, attuale centro di raccolta di beni di prima necessità che raggiungono l’Ucraina attraverso volontari. Ci sono giorni ed orari stabiliti per portare il necessario, per dare a noi occidentali il modo di pulirci la coscienza.  Donando  siringhe e garze pensiamo di stare a posto con noi stessi. Ma si sa, tante gocce di buona volontà vanno a formare un Oceano.

Devo concludere che qualcuno in zona faccia il tifo per i russi e voglia farlo sapere al mondo, come una gara sui videogiochi, come una lotta con i soldatini di una volta, come una battaglia tra eroi e nemici. Il bene contro il male. Ma schierarsi non è cosa facile in un mondo che va a  rotoli, in cui ci meriteremmo soltanto di soccombere per le atrocità commesse, e permesse, ai danni, sempre, dei più indifesi.  Ma la fede in Dio ci fa sperare in un perdono divino. E qui torna l’interrogativo di sempre, perchè Dio permette tutto ciò?

Resta il fatto che quacuno abbia sentito l’esigenza di scrivere in fin dei conti che c’è dell’eroismo nell’uccidere, nel torturare, nel violentare donne e bambini incidendo la ormai famosa lettera “Z” sul petto, prima di sgozzarli e buttarne macabramente i pezzi in fosse comuni, o prima di vederli ardere.

C’è dunque onore nei militari che legano le mani dietro la schiena e sparano al cevello di chicchessia, purchè ucraino? C’è onore nel soldato russo che ha chiamato la moglie in patria per avere il permesso di stuprarle le donne ucraine, le mogli dei nemici. Ma alla fine è morto anche lui, perchè in guerra si uccide e si muore. Il gioco delle parti.

C’è onore nella guerra di un popolo che miete vittime e sgancia bombe su bombe su una popolazione costretta a  nascondersi  negli scantinati di fortuna come una colonia di topi in gabbia?

Dio abbia misericordia di noi. E di chi ha scritto questo scempio.

 

 

 

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