Festa ad Avellino per il lockdown: “noi non siamo salernitani !…”

0
152

Il Primo Cittadino dirige il coro dei giovani contro i salernitani- di Claudia Izzo-

Immagini inequivocabili quelle apparse sui social che ritraggono il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, dirigere un folto coro di giovani al suono di “Noi non siamo salernitani”. Il lockdown è giunto al termine come ha scritto il sindaco Festa, i giovani hanno ritrovato la  loro libertà, ed allora vai contro le restrizioni, contro la Regione, il Governatore De Luca al grido di “Noi non siamo salernitani” , ovviamente tutti vicini, birre in mano e mascherine al collo invece che su naso e bocca.

La strada è tra le più piene di giovani, via De Conciliis, qui l’assembramento in questa serata di sabato è già legge. Cori da stadio con un sindaco che si presta a fare il direttore d’orchestra, agita le mani. I ragazzi intorno. Agita le mani nel chiedere più voce e le voci arrivano subito. Complice la rivalità calcistica tra Salernitana ed Avellino, non si vede l’ora di urlare contro Salerno. Il sindaco complice, ci sta. Dirige il tutto. In fondo, se la Regione tiene ancora sotto freno gli spostamenti, gli assembramenti e gli orari di apertura di bar, pub e ristoranti, il sindaco Festa non ha perso tempo a ridare libertà ai suoi giovani con un’ordinanza che prolunga l’orario di apertura dei locali fino all’una. Maxi assembramento. Ed i giovani si sa, stanno dalla parte di chi le libertà le da, certo non dalla parte di chi  le toglie. Festa ha giocato facile.

“C’è chi i giovani li attacca e demonizza”, scrive il sindaco Festa sui social.” E non mi sembra abbia ottenuto risultati. Io con i giovani sono a mio agio, da sempre. Per questo ieri sera ho deciso di fare un sopralluogo nell’isola pedonale, per assicurarmi che anche la ripresa della movida fosse nel pieno rispetto delle regole. Devo dire che ho trovato un clima tranquillo e allegro. Mi sono soffermato a salutare molti giovani che ho incontrato lungo il mio percorso, entusiasti per la ritrovata libertà.
Ho colto questa bella occasione di incontro per stimolarli alla responsabilità e per spiegare loro che è bene essere ancora attenti, la libertà arriverà ma adesso bisogna continuare a seguire le regole in sicurezza. Mi sono trattenuto qualche minuto con loro, con fare scherzoso e goliardico: sono profondamente convinto che il dialogo sia sempre la strada maestra, che per comunicare con i giovani occorrano empatia ed ascolto, mai contrapposizione e rigidità.
A qualcuno dà fastidio che io sia a contatto con la mia gente? Qualcuno mi preferirebbe dietro a una scrivania a firmare norme restrittive?
Io sono il sindaco degli avellinesi. E dove c’è la vita di Avellino ci sono io. Guardate altrove, qui ci sono io a tenere tutto sotto controllo.”

Tantissimi i messaggi sui social di quegli avellinesi ancor più dei salernitani che sono rimasti  basiti, allibiti, increduli  anche disgustati, offesi, delusi.

“Stento a credere che il Sindaco di Avellino possa esporre a pericoli così gravi i suoi concittadini”,  ha tuonato il sindaco Vincenzo Napoli da Salerno. “Stento a credere che inciti all’odio territoriale due popolazioni amiche. Stento a credere che, smaltiti gli effetti della notte brava, non abbia ancora chiesto scusa e rassegnato le dimissioni. Le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina ed onore (art.54 Costituzione della Repubblica Italiana).”

Questa che viene presentata dal sindaco Festa come una goliardata, potrebbe essere valutata addirittura da un punto di vista penale. La verità è che il Covid non va sottovalutato, niente buonismi perchè è proprio dalle istituzioni che i giovani devono trarre  un esempio, un punto di riferimento, non un compagno di giochi.

Dopo le immagini agghiaccianti della Lombardia in ginocchio, essere cauti è il minimo che si possa fare, nel rispetto di coloro che non ci sono più.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui