Fermiamo la giostra finché siamo in tempo

0
46

Viviamo in una società il cui slogan sembra essere: solo se fotografi ogni attimo della tua  vita esisti.

Sui social vengono quotidianamente immortalate pietanze, pagelle dei propri figli, la tortina a forma di cuore fatta arrivare in aereo dall’hostess per il compleanno dell’amata moglie a cui fa  seguito il selfie con brillante al dito, regalo per l’occasione; ed ancora selfie dell’ ultimo tacco acquistato, il cartello dell’esclusiva località balneare delle ultime vacanze, l’ultimo aperitivo bevuto. Come se fossimo tutti interessati ad ogni minimo spostamento di chiunque.

Diciamo no a tutto ciò che parla di ostentazione, no alle quotidiane, infinite immagini regalate ai social che esprimono autocelebrazione, ma che alla fine esprimono solitudine e bassa considerazione di se stessi. Basta con tutte queste ragazzine stereotipate con labbra a canotto e pose fatali a scimmiottare le modelle! E’ bellissimo vivere serenamente i 16 anni come i 50, essendo se stesse. Naturalmente se stesse, con pregi e difetti. Basta con questa corsa alla perfezione, con le immagini ritoccate e l’obiettivo sempre puntato… Quali messaggi stiamo passando alle nuove generazioni? Non saranno i like del mondo a farci aumentare l’autostima!

Uno scatto costerà poi caro al turista austriaco, in visita alla Gypsoteca di Possigno in provincia di Treviso, che stendendosi sulla Paolina Borghese di Canova, con una grazia pari a zero, le ha distrutto le dita dei piedi, come si evince dalle riprese della telecamera di sorveglianza che ha immortalato il turista-vandalo mentre, accortosi del danno, si allontana indisturbato.

Partendo dal presupposto che le realtà più vere sono quelle che non metteremo mai su un social, che i sentimenti più autentici sono quelli non sbandierati, tutto diviene una sorta di  giostra mediatica dell’apparire. Regaliamo ai social l’immagine che noi vogliamo che il mondo abbia e che quindi, non sempre corrisponde realmente a noi, ma ad una nostra proiezione. Ovviamente con i ritocchi del caso!

La falsità è di scena. La non realtà è di scena. Ed in questi momenti esce anche il peggio dell’uomo.

Mi riferisco al caso di Crema. Una donna con problemi psichiatrici si dà fuoco mentre alcune persone filmano la scena. La morbosità del riprendere un momento da condividere sui social ha prevalso sul buon senso che sarebbe consistito nel correre in aiuto della donna. Stiamo perdendo la nostra umanità, se non l’abbiamo già persa. Stiamo dando valore e significato a gesti, azioni che sanno di nulla. Pazzesco.

Assaporiamo la vita invece di riprendere tutto, facciamo tesoro dei momenti invece di vivere con l’ansia di condividere sui social. Respiriamo più lentamente.

Fermiamo la giostra finché siamo ancora in tempo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui