Feltri gioca d’anticipo ed abbandona l’Ordine dei Giornalisti

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Meglio andar via da soli che esser messi alla porta. – di Claudia Izzo-

Dopo anni di cause con tre procedimenti aperti, Vittorio Feltri ha abbandonato l’Ordine dei giornalisti. Per come ha affermato non ne può più di un ordine che lo censura e lo sospende e sarebbe pronto a querelare chiunque lo chiami “giornalista”.

Ora è direttore editoriale, ciò vuol dire che può scrivere, senza incorrere in sanzioni.  Sembra una beffa ma è proprio così: l’articolo 21 della Costituzione garantisce infatti libertà di opinione, ma ovviamente chi pubblica qualsiasi cosa è responsabile dei contenuti, come ha affermato il Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

Il Presiedente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania intanto, Ottavio Lucarelli, canta vittoria e scrive su Facebook: FELTRI SI DIMETTE DA GIORNALISTA – Una vittoria del presidente nazionale Carlo Verna, una vittoria dell’Ordine della Campania che ha presentato il primo esposto, una vittoria per l’informazione pulita, per Napoli e la Campania.

Ma come nasce tutto questo? Facciamo un passo indietro: nei mesi scorsi, sempre senza peli sulla lingua, tutto pur di farsi notare, Vittorio Feltri, l’ex direttore del Giornale di Berlusconi e di Libero, arriva a dire che il popolo meridionale è  inferiore, dimostrando così enormi lacune culturali.

Feltri oltrepassa tutti i limiti venendo attaccato da più parti: il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti, ha fatto la sua parte con il Consiglio di Disciplina territoriale; l’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha valutato un danno d’immagine da parte di Feltri alla categoria, così il Presidente Verna ha sentito di doversi scusare con il sindaco partenopeo, per le affermazioni dell’ex giornalista, ricordando il film di Luciano De Crescenzo “Così parlò Bellavista”. Il senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni l’hanno denunciato. Denunce, esposti, un meridione intero pronto a ricordare all’ex giornalista bergamasco, l’importanza del Sud per lo sviluppo del Nord, le eccellenze, l’arte e la cultura fiorita nel tempo. Il sindaco Luigi De Magistris, riferendosi a Feltri, gli ha dedicato una celebre canzone dell’indimenticabile Pino Daniele, Je sò pazzo, in particolare il suo finale…

Cosa dire? Manifestazioni d’odio, quelle dell’ex giornalista, che fanno riflettere. Viviamo tempi difficili, anche vuoti, dove ci sarebbe bisogno, ora più che mai, di penne che facciano riflettere, che invitino a pensare. In un mondo inghiottito dai social, dal mondo virtuale, le parole devono continuare ad avere il loro valore. Si dovrebbe comprendere l’importanza delle parole come incantesimi per dirla con le parole di Sigmund Freud: “le parole erano originariamente incantesimi e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l’oratore trascina l’uditorio con sè e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente”

Peccato che Feltri, pur avendo una carriere giornalistica alle spalle, non ne comprenda il valore, infangandone il significato profondo. Peccato, occasioni di crescita mancate anche a 77 anni.

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