Covid-19, Fase 2. Decreto Conte: Visite ai congiunti, chi sono costoro?

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Il decreto Conte autorizza “gli spostamenti per incontrare i congiunti” e, come era immaginabile, appena il Premier ha pronunciato la frase, gli italiani si sono chiesti: chi sono costoro? Chi sono questi fortunati? Chi si potrà liberamente incontrare senza incorrere in sanzioni?

Gli incontri. Terreno friabile per il diritto, il termine diviene la parola magica del momento, una sorta di passepartout per dare una velata pseudo libertà. La situazione non è del tutto chiara. Si penserebbe subito alla parentela di sangue o acquisita, quindi via libera ad incontri con figli, genitori, nonni, nipoti, cugini…ma così resterebbero fuori fidanzati non legati da unioni civili,  compagni etero, omosessuali,  conviventi. Così Palazzo Chigi allarga la maglia a cui appartengono i “congunti”, chiarendo che dentro ci sono anche fidanzati stabili, affetti stabili. Il decreto ha aperto un mondo, ha posto a qualsiasi coppia la necessità di capire il proprio ruolo, la propria identità in questo contesto. Chissà che il decreto non sarà per molti un modo per mettere i puntini sulle “i” e far capire ai partners in questione il ruolo che nella relazione si ha, l’importanza che si da alla propria coppia, tanto da meritare questo diritto allo spostamento. Chissà quante teste cadranno.

Modalità. Chiarito chi siano i congiunti, si ricorda che gli incontri sono resi possibili soltanto se muniti di mascherina “rispettando il divieto di assembramento, mantenendo un distanziamento interpersonale di almeno un metro”.

I ritorni. Dopo la visita ai suddetti congiunti c’è il ritorno a casa. Le visite sono consentite senza uscire dalla regione di appartenenza. Si esce dai confini regionali solo per motivi di lavoro, di salute o di necessità.

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