Ex opificio Vitolo-Gatti: un’area minacciata da salvaguardare

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A seguito dell’approvazione da parte della Regione Campania del progetto di realizzazione di un poderoso edificio nell’area dell’ex stabilimento Vitolo-Gatti, sabato 27 marzo 2020, un presidio di protesta contro l’ennesima e inutile cementificazione del territorio si è presentato in prossimità dell’area in questione.

foto di Pasquale Mastroroberto ingresso

Le associazioni a capo dell’iniziativa sono “Help Tutela e Sostegno dei Consumatori”, il cui presidente è Nadia Bassano, e “Salute e Vita”, quest’ultima presieduta da Lorenzo Forte. A sostenerli, fianco a fianco, il Consigliere Comunale Giampaolo Lambiase che, già nel 2017, si era occupato della vicenda, allorquando, in seduta di Consiglio Comunale, fu ritirata la proposta di realizzazione di un progetto piuttosto simile. Alle succitate associazioni se ne sono aggiunte altre come “Coraggio Salerno” nella persona (portavoce) di Lucia Capriglione, “Figli delle Chiancarelle” con Mimmo Florio, il comitato “Acqua Pubblica” e alcuni iscritti del “CAI”.  Secondo la testimonianza di Lorenzo Forte, il fine di tali corporazioni è di concordare con il responsabile della nascente “Rete dei Beni Comuni” (associazione già esistente a livello nazionale, e in ambito locale, in fase di istituzione di una sezione salernitana presieduta da Maurizio Del Bufalo) una formale adesione alla stessa “Rete” nata dal Comitato “Stefano Rodotà”. Nel frattempo, secondo le parole di Lorenzo Forte, si attende di acquisire, tramite il Consigliere Lambiase, tutta la documentazione relativa all’approvazione del progetto sul quale gravano dubbi di legittimità procedurale da parte della Regione Campania, in quanto l’edificio sorge nell’area di una fonte pubblica ancora attiva di pertinenza demaniale “ Non è un caso che tutta una serie di operazioni speculative” continua Forte “e questa naturalmente è una ipotesi, arrivi in scadenza di Elezioni. La fonte, in realtà, potrebbe essere naturalmente collegata al Parco Urbano dell’Irno, posto più a nord, e all’area del Parco Archeologico Etrusco-Sannita e, inoltre, non è detto che sotto l’area ex Vitolo-Gatti non possano ancora fuoriuscire reperti archeologici”. Allo stato attuale, inoltre, non si comprende ancora, se la Soprintendenza sia stata già attivata o meno”. Secondo Forte, “Se il progetto è stato approvato in sede regionale, ma lo stesso ancora non è stato reso pubblico, una delle prime azioni dei comitati sarà proprio quella di visualizzare il progetto stesso”. Lorenzo Forte punta il dito e rilancia una eventuale proposta dei comitati a invitare l’Amministrazione comunale a farsi promotrice di una contrattazione con l’attuale proprietario dell’ex Vitolo-Gatti per rilanciare la fonte stessa (una delle poche imprese green che utilizza delle fonti naturali) poiché “non si può cancellare tale realtà con un colpo di Cemento, gli interessi pubblici dovrebbero prevalere su quelli privati”. L’area, inoltre, risulta in pieno abbandono, non essendo mai stata interessata da alcuna ordinanza comunale avente oggetto la pulizia della zona e il decoro delle aree non utilizzate. L’obbiettivo, per Forte, è sempre lo stesso: far degradare un’area al punto di convincere le persone a preferire un palazzo all’abbandono e al degrado. Dal punto di vista urbanistico l’area in questione, sul PUC (Piano Urbanistico Comunale) sezione “Zonizzazione P2. 04” (Adeguato alla Variante parziale 2013), è indicata, in realtà, come “B1-Agglomerato urbano esistente a destinazione prevalentemente produttiva-servizi”, pertanto non a destinazione prevalentemente residenziale. Poco più di 3 anni fa affrontai la questione con un’analisi dell’area particolarmente delicata sul piano morfologico ma interessante sia dal punto di vista ambientale che storico-architettonico. Per chi volesse approfondire tale argomento può farlo cliccando su il link di seguito riportato.

Lo storico opificio Vitologatti: un possibile scenario inquietante

Le foto esterne della Vitologatti sono state gentilmente concesse da Pasquale Mastroroberto

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