E’ morto Roberto Gervaso, giornalista, scrittore, aforista

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– di Claudia Izzo-

“L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di non conoscere la data della propria esecuzione” disse Roberto Gervaso, e chissà se lui, l’ha sentita avvicinarsi questa morte che tutto divora ed annienta.

Giornalista, scrittore, aforista, opinionista e commentatore politico e di costume,  Roberto Gervaso si è spento oggi a Milano ad 82 anni, dopo una ventennale battaglia contro il cancro. Su Twitter, la figlia Veronica scrive: “#robertogervaso sei stato il più grande, colto e ironico scrittore che abbia mai conosciuto. E io ho avuto la fortuna di essere tua figlia. Sono sicura che racconterai i tuoi splendidi aforismi anche lassù. Io ti porterò sempre con me. Addio” .

Una vita fatta di giornali e di libri, strada che ha seguito anche la figlia Veronica, giornalista del Tg5, ma allo stesso tempo inghiottita da quel vortice nero chiamato depressione di cui ha sofferto, di cui parla nel penultimo  libro Ho ucciso il cane nero (Mondadori, 2014)

“Perché invidio l’ultimo clochard che incontro per strada, alla stazione, sui gradini di una chiesa? Il cane nero, il male oscuro, è un’ossessione senza fine, che non ti dà tregua, non si placa mai. Una lancia che ti si conficca nel costato, un coltello che ti scalca il cuore. Chi non conosce questo morso feroce ti esorta a farti coraggio”… “Ma come ti può comprendere chi non è mai entrato in questo antro infernale? Esasperato e disperato, t’illudi di trovare uno sfogo nel pianto. Versi, singhiozzando, tutte le lacrime che hai nel cuore, e vorresti morire. T’imbottisci di psicofarmaci, che ci vogliono, ma ben dosati: mai abusarne. L’effetto si fa sospirare e una mattina ti svegli con un’ansia che sfiora l’angoscia, ma che non è angoscia. Piano piano, impercettibilmente, le ante della tua finestra si dischiudono, ma non puoi ancora affacciarti. Solo uno spiraglio, che vagamente fa filtrare un pallido raggio di luce. È l’inizio della rinascita. Ma non illudetevi: ci vuole pazienza”.

Vincitore di due Premi Bancarella, autore di un galateo erotico ed uno sentimentale, affiliato alla Loggia Massonica P2, Gervaso ha collaborato con vari quotidiani, Il Mattino, Il Messaggero, Il Gazzettino, e di periodici, ha curato la rubrica di aforismi ogni lunedì sul quotidiano il Giornale  ed è stato presidente onorario della «European sexual dysfunction alliance» (ESDA).

Nella sua vita ha tracciato i profili di grandi protagonisti della storia quali  Cagliostro, Nerone, Casanova, i Borgia, Claretta Petacci,  Monaca di Monza, intrattenendosi al tempo stesso con personaggi che la Storia l’hanno segnata quali
 George Simenon, Salvator Dalì, Andres Segovia, Arthur Miller, Lauren Bacall, Michail Gorba ciov, David Rockfeller .

“Il mio senso di colpa non nasce dai piaceri che mi sono concesso, ma dai peccati che mi sono negato», è un noto aforisma dello scrittore che goliardicamente riproponiamo come inno alla vita e ode alla morte.

 

 

 

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