E’ morto Pino Scaccia, il cronista di tante guerre

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-di Claudia Izzo-

Il Covid 19 ha falciato anche lui. Questa guerra non l’ha vinta, lui che di guerre ne ha seguite tante: la  guerra del Golfo, il conflitto serbo croato, la disgregazione dell’ex Unione Sovietica e della ex Jugoslavia, la crisi in Afghanistan, il difficile e dopoguerra in Iraq, la rivolta in Libia.

Pino Scaccia, pseudonimo di Giuseppe Scaccianoce, è stato un giornalista alla vecchia maniera, come si dice in gergo, un cronista di razza. Lui, primo reporter occidentale ad entrare nella centrale di  Černobyl’ dopo il disastro, primo a scoprire i resti di Che Guevara in Bolivia, primo a mostrare le immagini fino allora segrete dell’Area 51 nel deserto del Nevada.

Al posto giusto nei momenti giusti,  si è dedicato alla cronaca con particolare riferimento alla mafia, terrorismo, sequestri di persona, terremoti. Caporedattore dei servizi speciali del Tg è stato punto di riferimento per le ricerche dei militari italiani scomparsi in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ricoverato due settimane fa  per una pleurite, ha contratto il Covid 19 ed è stato trasferito e intubato al San Camillo di Roma, per poi essere trasferito al Covid Hosspital di Casalpalocco, dove si è spento oggi, all’età di 74 anni.

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