Dopo il virus, il razzo cinese

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-di Claudia Izzo-

Non se ne può più. Non è la prima volta che il Lunga Marcia 5B era caduto in modo incontrollato. Era il 2020, ma l’attenzione era tutta concentrata in terra sulla pandemia, sempre di origine cinese, per pensare a cosa accadesse in cielo.

Ricordando che un razzo non accompagnato da sistemi di controllo in fase di rientro costa meno, capiamo subito la scelta della Cina che si è affidata al calcolo secondo cui vi erano basse probabilità che il loro manufatto cadesse in un centro abitato.

Quindi, ricapitolando, la Cina, dunque, dopo una missione spaziale ha fatto precipitare “in modo incontrollato” sulla Terra, un razzo, Lunga Marcia, di circa 20 tonnellate,  i cui detriti si sono andati ad inabissare nell’Oceano Indiano e per una questione puramente economica, è stato deciso già in fase di progettazione che il razzo sarebbe caduto dove capitava, il tutto senza infrangere nessuna normativa.

Come nascondere l’apprensione nel non sapere dove sarebbe caduto il razzo cinese ? Il punto di rientro era stato calcolato nel Nord Atlantico, poi il bacino del Mediterraneo, persino il Sud Italia è stato messo in allarme, le aree a rischio del nostro Paese comprendevano Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna. La Protezione Civile aveva invitato a non uscire, a restare all’interno degli edifici con possibilità di avvistamento di palle di fuoco, previsti grossi boati; indispensabile stare lontano dalle finestre e nei piani non sottostanti il tetto.

Visto che era possibile calcolare la zona del rientro quando l’oggetto si trova sotto i 120 km di quota, bisognava attendere.

Così  con la pace di tutti, dopo le cinque della scorsa notte, “il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5 B è caduto a 7000 chilometri di distanza dall’Italia, è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicino alle isole Maldive” e per pulirci le coscienze leggiamo che non c’è nessuna conseguenza per i detriti finiti nell’Oceano.

Si legge che già nel suo passaggio nei vari strati dell’atmosfera avrebbe cominciato a disintegrarsi. Un passaggio rapido quello del razzo, alla velocità di 7,8 km al minuto con frammenti in caduta ipotizzati fino ad un massimo di un metro e mezzo di larghezza, con il peso di un centinaio di chili. Parliamo dunque di uno dei detriti spaziali più grandi a cadere così, in modo incontrollato, negli ultimi tempi.

Ma, a quanto pare, alla Cina viene permesso tutto.

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