Dopo El Mimo, ancora una di meno: Albertina Martinez Burgos.

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Ancora violenza inaudita in Cile contro i manifestanti.- di Claudia Izzo-

La storia si ripete con lo stesso epilogo: morte.

Alla tragica storia di “El Mimo” si aggiunge infatti, quella di Albertina Martinez Burgos.  El Mimo, alias Daniela Carrasco, aveva 36 anni, era un artista di strada ed è stata vista l’ultima volta ad una manifestazione il 19 novembre mentre veniva portata via dal corteo dai carabineros. E’ stata trovata morta, l’indomani, impiccata ad un albero.Le cilene appartenenti al movimento” Non una di meno” aggiungono “violentata, torturata e nuovamente violentata fino al punto di toglierle la vita”.

Albertina Martinez Burgos aveva 38 anni, uno sguardo dedito a cogliere particolari, professione fotografa e assistente alle luci della rete televisiva Megavision. E’ stata trovata morta nel suo appartamento nella capitale la notte del 21 Novembre. Sul suo corpo segni di percosse e ferite da taglio.

La giovane donna stava documentando le proteste in Cile. Nelle piazze del Cile si starebbe manifestando contro l’aumento dei costi dei servizi pubblici, contro le politiche adottate dal governo golpista. Gli scatti di Albertina Martinez Burgos  avevano catturato i casi di repressione  e di abuso di potere da parte dei carabineros nei confronti delle donne impegnate nel campo della comunicazione. Un modo, il loro, di tappare le bocche per sempre a chi cerca di documentare il mondo su cosa sta accadendo in Cile in queste ore.

Un altro tragico lutto che rischia di restare impunito visto che le prove starebbero tutte  nel materiale contenuto nel computer e nella macchina fotografica  della vittima, rubati, dall’appartamento della stessa la notte del misfatto. Tutto il materiale che documentava la violenza dei carabineros è stato dunque, prontamente messo al sicuro o più probabilmente distrutto.

Meglio distruggerla la realtà.

Quello che emerge è che si sta dando vita ad una repressione incontrollata  e indiscriminata dove all’ordine del giorno vi sono torture, pestaggi, stupri, omicidi. Tutta questa brutalità questo odio selvaggio ha la finalità di dissuadere i manifestanti dal partecipare ai movimenti di piazza. 2300 le persone ferite, 1400 colpiti da arma da fuoco, 220 hanno subito gravi danni agli occhi. Intanto salgono a 70 le denunce di violenza sessuale a carico di pubblici ufficiali, in base al rapporto di Amnesty International.

E il mondo sta a guardare.

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