Dolore a Salerno per la tragica morte del giovane Riccardo

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di Claudia Izzo-

E’ difficile capire cosa possa passare nella testa di un ragazzino di 13 anni da poterlo indurre  ad un lancio nel vuoto dal settimo piano del suo stabile. La tragedia si è consumata due giorni fa in via Madonna del Monte, mentre in casa c’erano il padre ed il fratello. Una serata dettata dai ritmi dell’emergenza Covid-19 in una normale famiglia. E’ la tarda serata del 29 aprile quando il violento impatto sulla strada non lascia nessuna speranza ai soccorritori accorsi d’urgenza che  hanno solo potuto constatare il decesso del ragazzino.

“A nome mio personale” scrive il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, “della Civica Amministrazione e dell’intera cittadinanza esprimo profondo cordoglio per il tragico lutto della famiglia Pastore privata della vita del giovanissimo Riccardo. La perdita di questa giovane vita è una ferita tremenda per tutta la nostra comunità che si stringe solidale intorno a questa famiglia così duramente prostrata. Ricordiamo il sorriso e la voglia di vivere ben conosciuta ai compagni ed agli amici del Gruppo Scout che frequentava con entusiasmo. Questi ricordi meravigliosi e l’affetto di chi ha conosciuto la bontà di Riccardo, confidiamo possano esser di pur lieve conforto ai familiari aiutandoli a sopportare questa tragedia immane”.

Parole commosse queste del sindaco Napoli che ben evidenziano il sentimento di una città sotto shock che assiste impotente a tragedia avvenuta. Riccardo Pastore aveva le idee chiare secondo quanto trapelato in queste ore e secondo gli inquirenti voleva proprio farla finita. A testimonianza di tutto ciò un biglietto ritrovato “Sono stanco di vivere”. Una frase netta che apre squarci di dolore.

In questo periodo inghiottito dall’emergenza Covid-19 che ci ha sbattuto in faccia le immagini dei mezzi blindati militari che hanno trasportato centinaia di salme dirette agli inceneritori, le immagini dei malati in terapia intensiva che lottano contro quella fame d’aria che li agguanta, l’idea di un ragazzino che trovi la morte in questo modo ci atterrisce. C’è chi sta lottando e chi con una dose massiccia di coraggio dice addio a tutto.

Un volo nel vuoto dal settimo piano. Sgomento, rabbia, incredulità, paura. E’ questo che si prova, paura di non riuscire a capire più i nostri ragazzi, quegli stessi che vediamo fare allenamenti, uscire con gli amici, ascoltare musica con le cuffiette nella loro cameretta tra una serie su Netflix e le canzoni urlate innanzi allo specchio, tra qualche brufolo in più e le prime cotte. Tutto così difficile da capire che ci riporta a quanto si possa essere fragili e bisognosi di ascolto, a qualsiasi età. Ognuno ha i suoi ostacoli da superare, soprattutto da giovanissimi quando si inizia a capire questo mondo con le sue falle ed i suoi vuoti, ma ricco anche di tanto amore da saper cercare.

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