Covid-19:intervista al Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luciano Romoli

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-di Claudia Izzo-

Ai tempi del Covid-19 le distanze e le differenze tra gli individui sembrano venir meno, anche se si è costretti a questo isolamento che ci porta geograficamente ad essere più lontani gli uni dagli altri. Ci si sente dunque più vicini pur essendo più lontani; ci si riscopre deboli e impotenti, eppure proprio in queste ore ci si rende sempre più conto di quanto il bene primario sia la vita stessa, la possibilità di poter scorgere una nuova alba che ci dia la possibilità di essere ogni giorno migliori.

 In questi giorni, con lo spettro della morte che incombe su un mondo messo in ginocchio da un nemico che vanta una corona, ma non un volto, i concetti di unità e fratellanza diventano un grido assordante. Sono questi i principi a cui la Massoneria si ispira che diventano dunque, ora, più attuali che mai.

Ne parliamo con il Sovrano Gran Commendatore della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi ed Accettati Muratori, Luciano Romoli.

I concetti di Fratellanza, Libertà, Tolleranza, Uguaglianza sono i pilastri della Libera Muratoria. Come primo esponente di questa Obbedienza, cosa pensa di questi tempi duri che stiamo vivendo?

Sono tempi difficili che stanno mettendo in evidenza tutte le storture di un modo di vivere dove l’uomo ha cercato di piegare l’Universo ad esigenze che si stanno dimostrando in molti casi non essenziali ed addirittura, in alcuni casi, distruttive di quel mondo, bene comune, nel quale siamo immersi. Ciò ha fatto perdere di vista molti di quei valori che sono pietra fondante del vivere comune e dei quali la Libera Muratoria si fa portatrice. Sarà essenziale prendere coscienza di quanto sta accadendo e di quello che può significare per ricominciare a vivere in un mondo che non dovrà ricadere nella barbarie e nell’egoismo.

Come l’Obbedienza contribuisce a rendersi utile in questo momento di grande emergenza?

Come ha sempre fatto; proprio perché portatrice di valori solidaristici. Oltre alla raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana che ha permesso di contribuire con 100.000 Euro agli sforzi nella battaglia contro questo terribile virus, i nostri Fratelli si sono prodigati e stanno continuando ad impegnarsi sul territorio con interventi a livello locale nei confronti di ospedali e strutture sanitarie. La Gran Loggia d’Italia è molto attiva anche se non amiamo ostentare il nostro impegno. Solo in alcuni casi, come il contributo alla CRI, ne diamo notizia con la speranza che possa funzionare da esempio.

-Come il mondo potrà superare questo momento?

Come dicevo è essenziale che si prenda coscienza di quanto stiamo vivendo mettendo da parte ogni egoismo altrimenti lasceremo dietro di noi solo macerie. A partire dalle nazioni per scendere fino agli individui stiamo purtroppo vedendo nascere appunto comportamenti egoistici che stanno minando nel profondo le coscienze degli uomini provati da questo forzato isolamento. E’ il vizio di una globalizzazione distorta che invece di ridurre le differenze le sta drasticamente aumentando. Dobbiamo fare tesoro dei comportamenti commoventi di tutti coloro che si stanno impegnando per aiutare gli altri rischiando anche la propria vita. Dobbiamo fare in modo che questi comportamenti virtuosi diventino la “normalità” dei comportamenti vivendo nell’intimo quel concetto di “Fratellanza” proprio di molte fedi e che nella Massoneria si è trasformato in un messaggio, per così dire, ecumenico.

Quanto sarà importante riscoprire le fragilità del genere umano per tentare di essere migliori?

 Sarà essenziale. Nel nostro animo deve e dovrà avere il sopravvento un profondo spirito di fratellanza che farà della solidarietà e dell’aiuto reciproco la “normalità” del nostro agire quotidiano e ci aiuterà a rifiutare quella rabbia che potrebbe sorgere nel vedere gli altrui comportamenti egoistici. Come Massoni non possiamo che pensare ad mondo migliore.

Come si cambierà una volta fuori da questa tragedia?

 Non possiamo saperlo. Possiamo solo sperarlo. Questo tremendo virus, come ogni malattia, non fa differenze e rileggendo la poesia “’A livella” del Fratello Totò, forse dovremo riscoprire i veri valori di cui dobbiamo fare tesoro. Non siamo “fragili”, come diceva nella domanda precedente, siamo “umani”. La lentezza di questi giorni ci dovrà aiutare ad avere una maggiore CONSAPEVOLEZZA. Se non abbiamo consapevolezza di quello che siamo e di quali siano i valori in base ai quali fondare il nostro comportamento ci scopriremo “inconsapevolmente” fragili.

Ripeto, la progressività della Massoneria non può che concepire il lavoro per un mondo migliore. La speranza è che tutto quello che stiamo vivendo possa, in ciclo di morte e rinascita, contribuire a “ricreare” un mondo migliore. Non nascondiamo i nostri timori ma siamo certi che i Liberi Muratori di tutto il mondo lavoreranno per questo.

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