Covid-19, solo un ricordo o pericolosa realtà?

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di Vincenzo, Lucio Isaia De Chiara, oncologo radioterapista e fisico sanitario.

C’erano una volta il sars-Cov2, R0 e il Covid-19 … anzi ci sono ancora!
Mentre pare che sia svanito il ricordo di quanto patito fino ad un mese fa a causa della pandemia, l’indice di trasmissibilità del contagio R0 sta risalendo a valori di rischio alto, a causa del sars-Cov2 ancora presente e attivo, che provoca il Covid-19.

Contagi, malattia e morti continuano a verificarsi, come ad esempio nel Veneto, dove si è acceso un pericoloso focolaio: il paziente zero serbo è deceduto, il paziente 1 è in terapia intensiva in gravi condizioni e poi ci sono altri contagiati e centinaia di contatti in quarantena. Gli autori del focolaio pare avessero fatto a meno di rispettare le norme di sicurezza e le precauzioni ancora vigenti: corretto uso delle mascherine (da indossare su naso e bocca e non al polso o sotto il mento), distanziamento sociale (senza baci e abbracci come invece si vedono in giro), evitare assembramenti e attività non indispensabili, igiene delle mani e isolamento ove necessario. E sono proprio questi focolai sparsi in tutta Italia che preoccupano, perché un focolaio che sfugge al controllo provoca un incendio difficile da domare.

In alcuni paesi, a causa di questi focolai, si teme o già è stato ripristinato il lockdown, mettendo a rischio i sacrifici fatti e la difficile ripresa in corso.
Ecco perché nelle immagini televisive provenienti da altri paesi con focolai attivi, come Cina o Corea, si vedono tutti diligentemente e responsabilmente con mascherine (ndr quelle buone tipo ffp2) e rispettosi del distanziamento e di altre regole di sicurezza e prevenzione del contagio.

Purtroppo non è lo stesso quello che si vede qui da noi, nonostante i focolai attivi con cui dover convivere. A parte che il miglior sordo è chi non vuol sentire, però come può – e non vuol essere una giustificazione – la popolazione mantenere un comportamento diligente e responsabile se gli esempi sono irresponsabili ed i messaggi confusi e confondenti?

In giro è facile sentire pseudo esperti e pseudo scienziati fare la gara a chi la spara più grossa (ndr la fesseria), del tipo virus sparito, indebolito, stanco, sfatto per il caldo estivo, in ferie e così via o trovare politici e amministratori che violano qualsiasi basilare norma di prevenzione della diffusione del contagio.
I regolamenti emanati per riaprire alcune attività, al momento superflue e banali se non rischiose, appaiono fiabeschi, confondenti ed irrealizzabili.

I controlli per scoraggiare le violazioni delle regole sono sempre di meno: gestori e dipendenti di supermercati, bar, ristoranti, pizzerie e ogni altra attività commerciale senza mascherina e senza distanziamento e quindi anche i clienti e gli avventori autorizzati a fare lo stesso; calciatori e allenatori che si abbracciano e tifosi che insulsamente assembrati festeggiano; ombrelloni e lettini che miracolosamente si
avvicinano sempre più ogni giorno e spiagge libere ormai aperte a numero illimitato; organizzazione di eventi e cerimonie di qualsiasi genere in assenza del rispetto di qualsiasi regola vigente; medici che lavorano senza utilizzo dei dpi prescritti, invece di dare il buon esempio; rientri e provenienze dall’estero a ruota libera senza restrizioni o regole di sicurezza.

E chi più ne ha più ne metta, tutto vergognosamente per la memoria dei morti di Covid-19! Per ottenere risultati non serve fare regole e lavarsene le mani, bensì farle rispettare. Chi emana una legge o un regolamento non ha il compito di farli rispettare, ma ha il dovere di vigilare che chi preposto, le forze dell’ordine, li facciano rispettare.
Poi c’è la comunicazione dei dati relativi all’epidemia: andrebbero divulgati in modo chiaro, trasparente e comprensibile per tutti, così che la situazione reale attuale sia nota a tutti. Mai negare o sottostimare un rischio nel comunicarlo. Altrimenti si fa la fine di Chernobyl, dove la popolazione non prendeva precauzioni e moriva perché il pericolo era invisibile e il rischio esistente mal comunicato. E il virus, come le radiazioni,
non si vede!

Intanto, tra una discussione su mes o recovery fund, si discute della “ideale e idealistica” riapertura delle scuole in istituti in condizioni disastrose già prima della pandemia e privi di ogni requisito compatibile con il rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione del contagio da coronavirus, con aule “pollaio” piccolissime in cui stipare pericolosamente anche oltre 30 persone. Non è chiaro come fare e settembre è dietro l’angolo:
per il momento ci si culla sul fatto che il problema epidemia non riguarda la fascia di età tra i 3 e i 18 anni, perché piace raccontare che questa fascia ha registrato il minor numero di contagi. È vero, ma forse perché gli appartenenti a questa fascia di età sono stati i meno esposti e più salvaguardati, i primi ad essere chiusi in casa a fine febbraio e gli ultimi ad uscire a fine giugno! Potrebbe non essere così alla riapertura delle scuole,
senza poter rispettare tutte le misure di sicurezza. A parte il fatto che del mondo scuola, fanno parte anche gli adulti: dirigenti scolastici, docenti, personale tecnico, ata, genitori, zii e nonni: adulti della fascia di età colpita dal Covid-19.

Intanto, tra partite di calcetto, concerti, calca in spiaggia, apericena, cena, pizza, movida e discoteca, con assembramenti e senza mascherine, in barba ad ogni regolamento, tornerà settembre, l’autunno, la stagione influenzale e altro.
E il coronavirus, se non da subito, dopo le godute ferie estive, potrebbe tornare anche lui al lavoro a tempo pieno. E con un comportamento irresponsabile e incivile di adesso gli si preparano le più favorevoli e pericolosissime condizioni in cui poter poi fare del suo meglio, che sarebbe il peggio per noi. E tutto ciò per non fare ancora per un pò qualche sacrificio in più e per non accettare una sola estate con qualche restrizione
in più e qualche attività superflua e rischiosa in meno.

Invece, nella speranza e con l’auspicio che tutto vada bene, in attesa di una terapia e di un vaccino che quanto prima dovrebbero essere disponibili, sarebbe meglio, opportuno e necessario riprendere e continuare a tenere alta la guardia contro la diffusione del contagio, continuando con buon senso e responsabilità a vivere, lavorare e divertirsi, ma in sicurezza e con rispetto per tutti. Ed è possibile e conveniente per tutti comportarsi
così.
#FacciamoTuttoFacciamoloSubitoFacciamoloBeneFacciamoloTuttiFacciamoloSempre
Vincenzo, Lucio Isaia De Chiar

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