Covid 19-Scuola: “Proroghiamo la DAD”. Intervista all’on. Gigi Casciello (FI)

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di Claudia Izzo-

La data è arrivata, il 1 febbraio, nonostante appelli e petizioni da parte di docenti e genitori, riparte la didattica in presenza negli istituti superiori. A molti sembra un’apertura che porta già in sé il sapore della chiusura, stando ai dati dei contagi da Covid 19. Solo a Salerno sarebbero infatti 220 gli studenti in isolamento, 11 le classi a casa tra i vari istituti coinvolti e 7 gli alunni contagiati.

Ci si chiede, allora, a cosa sia servito dar vita alla DAD, la didattica a distanza che, tra difficoltà varie, comunque funziona e protegge il mondo della scuola.

Ne parliamo con Gigi Casciello, deputato di FI, componente della Commissione Cultura, Istruzione, Ricerca, Università, della Camera dei Deputati e tra i fondatori di Voce Libera, l’associazione presieduta dalla Vicepresidente della Camera, on.Mara Carfagna.

On Casciello, i dati dei contagi in Campania non ci rassicurano completamente, sappiamo bene che la situazione può cambiare repentinamente in base ai nostri comportamenti e che il virus ha una contagiosità ancora alta. Era proprio il caso, secondo lei, di riaprire le scuole superiori?

Innanzitutto va detto che la Dad, dopo un periodo iniziale di normale difficoltà, è stata resa possibile grazie alla straordinaria dedizione di quasi la totalità dei docenti che hanno offerto uno straordinario gesto etico, affrontando la situazione con grande responsabilità perché una cosa è insegnare in presenza ed altro dietro un computer. E’ stata, da parte dei docenti, per dirla con Massimo Recalcati, “una lezione nella lezione che gli studenti italiani dovrebbero fare propria senza reiterare a loro volta la lamentazione dei genitori”. Certo, non è una situazione semplice ma non c’è nulla di irreparabile e per questo non c’era e non c’è alcuna necessità di tornare alla didattica in presenza. Tra l’altro i contagi sono in aumento e in Campania l’Rt è a 0,3 dalla zona arancione. Se si torna a chiudere tutto il danno per le attività imprenditoriali e commerciali, soprattutto del ristorazione e dei bar, sarà irreversibile. Ho avanzato una proposta ufficiale, l’ho riferito nel question time alla Camera alla ministra Lucia Azzolina: prima di far tornare in classe gli studenti degli istituti superiori bisognerebbe vaccinare contro il Covid tutti i docenti, i dirigenti scolastici e il personale Ata. E chi afferma il contrario è lontano dalla realtà.

-Genitori e docenti hanno firmato una petizione per prorogare il ripristino delle lezioni in presenza, com’è possibile che proprio il TAR che ha accolto il ricorso di coloro che chiedevano invece la riapertura delle scuole, abbia chiuso i suoi uffici fino al 30 aprile, proprio a causa del Covid? Suona un po’ come un “armiamoci e partite” da parte delle istituzioni, non crede?

Che in questo Paese tutto finisca con un ricorso al Tar conferma come e quanto sia indispensabile affrontare una volta per tutte la riforma della pubblica amministrazione. Ma le pare possibile che il Tar sospenda le udienze in presenza fino al 30 aprile per tutelare legittimamente magistrati, dipendenti e avvocati e contemporaneamente ritenga che l’attività didattica debba riprendere in presenza? Si ha idea di cosa accadrà con i trasporti, che nonostante qualche potenziamento delle corse restano inadeguati, soprattutto per quegli istituti che hanno un alto tasso di pendolarismo dei propri studenti? Tra l’altro sono inaccettabili le velate minacce di denunce per interruzione di pubblico servizio ai dirigenti scolastici che impossibilitati a seguire, tanto per iniziare, le indicazioni delle Prefetture sulle turnazioni per evitare assembramenti, dovessero optare per la didattica a distanza. Per non parlare delle famiglie alle quali non si può negare il decidere su come far studiare i propri figli.

-La scuola in presenza vuol dire che metà classe sarà in presenza, l’altra metà parteciperà alle lezioni da casa, il che non eviterà gli assembramenti, non eviterà l’utilizzo dei trasporti, non eviterà al Covid 19 di diffondersi. Non crede che un pò di buon senso avrebbe voluto che si aspettasse almeno la vaccinazione dei professori e del personale ATA ?

Sarà il caos, solo la didattica a distanza in questo momento garantisce la continuità formativa. Il sistema misto sarebbe stato possibile solo se Arcuri e Azzolina, invece di sprecare circa 200 milioni di euro peri banchi a rotelle, avessero destinato risorse per attrezzare ogni istituto scolastico con telecamere e sistemi informatici e adeguati sostegni economici alle famiglie in difficoltà. Ma è evidente non avessero assolutamente idea di come affrontare la situazione. Hanno avuto quasi un anno a disposizione e invece ci ritroviamo adesso in una situazione caotica che rischia di provocare un disastro sanitario con l’aumento dei contagi. Naturalmente mi auguro di no ma non ho motivo per essere ottimista.

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