Covid-19: la testimonianza di Pierpaolo Fasano, speaker radiofonico e docente salernitano

0
277
-di Claudia Izzo-
Premetto che questo articolo non vuole essere una spettacolarizzazione della malattia e del dolore. Sono giorni difficili per Pierpaolo Fasano, il noto speaker di RadioAlfa, docente, originario di Teggiano risultato positivo al Covid-19. Dalla notte del 19 novembre è ricoverato presso l’ospedale Loreto Mare di Napoli, prima in terapia sub intensiva, ora in reparto, Pierpaolo è stanco e affaticato, ma da bravo cronista ha raccolto tutte le sue forze e sulla sua pagina Facebook ha dato vita ad una sorta di diario per dire a tutti, in modo chiaro e forte, che il Covid 19 “esiste e fa male”. Contattato, sa che pubblicheremo quanto ha scritto dal letto d’ospedale, per far capire a tutti che il virus colpisce senza distinzione d’età. Non una spettacolarizzazione della malattia, dunque, ma una testimonianza da un letto d’ospedale di un giovane uomo, affetto da Covid 19, senza malattie pregresse.
Ho 33 anni, senza alcuna patologia particolare. Fino a meno di due settimane fa la mia era una vita tranquilla. Fino a due settimane fa ero regolarmente attivo con la didattica a distanza (quanto mi mancano i miei alunni!) dopo aver ottenuto con le unghie e con i denti la mia cattedra. Fino a meno di due settimane fa ero regolarmente in onda in radio. Fino a meno di due settimane fa la mia era una vita serena. Scrivo questi post anche per rispondere ai vostri tanti messaggi sulla mia salute. Non è spettacolarizzazione della malattia … ma è prenderne consapevolezza per non sottovalutare il #COVID19.
Esiste e fa male.
D’altra parte, venuto a conoscenza della notizia il dj Francesco Facchinetti, con cui Pierpaolo ha collaborato,  la notizia è rimbalzata proprio sulla pagina Facebook del dj. Un modo per sensibilizzare la gente. Facchinetti scrive: “Per tutti i negazionisti questa è la storia di Pierpaolo Fasano: un trentenne con cui ho avuto la fortuna di lavorare diversi anni. È un ragazzo in salute e non ha patologie pregresse ma purtroppo ha contratto il Coronavirus. Che le sue parole siano di monito a tutte le persone che ancora ignorano quello che sta accadendo.”
Intanto vi è anche chi, sotto le immagine postate da Pierpaolo,  scrive “un altro coglione pagato per fare l’attore”. Per la verità lo fa anche apostrofando “un ‘altro”, ma questo è un altro discorso. Parole pesanti in un momento assurdo in cui vi è ancora, dunque,  chi fa il negazionista.
E’ il 17 novembre quando Pierpaolo scrive sulla sua pagina Facebook: Il covid ha colpito anche me. Purtroppo sono sintomatico. Questo virus ti annienta, ti priva di tutte le forze, ti fa sentire uno straccio. Febbre alta fino a 40 come se fossi in un forno, tosse continua, crampi allo stomaco, nausea, spossatezza, stanchezza, mancanza di gusto e olfatto.
Il covid è un virus subdolo e cattivo, non solo per le conseguenze fisiche, ma anche per quelle psicologiche. Vivi nella perenne paura di averlo potuto trasmettere anche ad altri e non riusciresti mai a perdonartelo. Spero di stare meglio nei prossimi giorni.
Ho scritto questo breve post, con le poche forze che ho, soprattutto per sensibilizzare i negazionisti o chi sminuisce. Il covid-19 esiste.
19 Novembre: Si continua a combattere. Sono arrivato all’ospedale Loreto Mare di Napoli alle 3 della scorsa notte dopo un viaggio che definire “tribolato” sarebbe un eufemismo.
Ce la sto mettendo tutta per cacciare via dal mio corpo questo maledetto virus. Grazie a tutti voi per l’affetto che mi fa commuovere ogni giorno. Purtroppo le mie condizioni di salute non mi permettono di potervi rispondere come si converrebbe. Pubblico questa ulteriore foto, ancora una volta, per smuovere le coscienze dei tanti negazionisti che ancora aprono bocca. Il covid-19 esiste e fa molto male.
20 Novembre: Dalla scorsa notte sono in subintensiva. Sto meglio dopo essere collassato, ora ho ripreso a respirare e anche a mangiare. Un medico e un’infermiera mi hanno salvato la vita. Passerò 48 ore sigillato in questo tubo di plastica che emette suoni elevatissimi. Sembro un gommista che gonfia pneumatici nel pieno di forti ondate di vento… Spero di stare bene dopo essere uscito da qui e di non approdare anche allo step successivo.
Davanti ai miei occhi c’è il corridoio delle intensive e da stanotte ho visto già due persone lasciarci come se fosse normale così. Impacchettati e caricati su un furgone. Non riesco a rispondere alle migliaia di messaggi che sto ricevendo e vi chiedo scusa. Non posso affaticarmi. Vi voglio bene. Il covid-19 esiste.

23 Novembre: Inizia una nuova giornata in subintensiva. Scrivo questi post perché rappresentano il mio unico contatto più o meno reale con il mondo… naturalmente assieme al foro a chiusura ermetica che ho sul casco che mi sigilla. Dal foro mi è concesso bere con la cannuccia e introdurre il cibo all’ora dei pasti. A volte ci provo ad introdurre un fazzoletto per inumidirmi gli occhi che lacrimano e bruciano. Devo resistere invece ai formicolio della barba, al naso che punge, a tutti quei gesti spontanei e banali che non posso fare. Ricordate… il covid.-19 esiste e fa molto male. Ricordatelo ai negazionisti e a coloro che “esiste… però…”.Grazie del vostro affetto. Continuo a riposare sperando di riprendermi in mano presto la mia vita.

27 Novembre: Da ieri pomeriggio sono di nuovo in reparto. Ho lasciato la terapia subintensiva dopo una lunga settimana di totale immobilismo e sofferenza.
È stato strano, per certi versi frustrante, dover constatare come il corpo si fosse praticamente disabituato alla motricità. Ho fatto enorme fatica a rimettermi in piedi e le gambe non mi reggevano. Ho dovuto fare vari tentativi prima di riuscirci. Con la forza di volontà sono riuscito a rimettermi in piedi iniziando a muovermi in autonomia, seppure per brevissime distanze e con grandissimo sforzo. Riuscire ad alzarmi dal letto per andare in bagno da solo è stata una conquista. L’ho fatto già varie volte. Certo… bisogna fare i conti con i respiri contati ed occorre calibrare bene i passi e gli sforzi altrimenti rischi di piombare a terra. È come se il corpo fosse una fragile impalcatura pronta sempre a vacillare.
Ho deciso però di non abbandonarmi e di non rassegnarmi all’immobilismo del letto aggiungendo un tassello in più ogni giorno per tornare alla mia normalità nel più breve tempo possibile.
Tutta la redazione di salernonews24 è vicino all’amico e collega Pierpaolo, attendendo il suo ritorno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui