Covid-19: la parola ora passa ai tenori ed ai “negazionisti”. Fedez risponde.

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-di Claudia Izzo-

Metti un convegno nella biblioteca del Senato, il leader leghista Matteo Salvini che afferma “io la mascherina non ce l’ho e non me la metto”, una visone negazionista sul virus per cui, secondo gli appartenenti a questo filone, da mesi non ci sarebbe un solo morto di Coronavirus nel mondo, e il caos è servito.

Organizzato dal senatore del Carroccio Armando Siri e da Vittorio Sgarbi, il convegno ha visto la presenza di tante personalità tra cui il tenore Andrea Bocelli che, a proposito di come ha vissuto il lockdown, ha affermato: “Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino  quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto. Non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età ed ho bisogno di sole e di vitamina D.”

Strano, eppure lo stesso tenore è stato vittima del Covid insieme alla moglie e, una volta guarito, ha donato il plasma.

Vorrei ricordare al tenore che tanti avrebbero voluto prendere la vitamina D, ma non l’hanno fatto, per una questione di rispetto verso gli altri. Che tanti, malati, hanno avuto problemi seri, anche solo per recarsi in ospedale per cure cicliche, non per un discorso di vitamina D.

Bocelli ha affermato inoltre che bisogna riaprire le scuole: “Bisogna riaprire le scuole e riprendere i libri in mano. Non posso pensare che i nostri ragazzi, io ho una figlia  di 8 anni, debbano trovarsi in classe con la mascherina … Io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perchè questa gravità?”

Vorrei dire al tenore che, tra i miei contatti, ho un collega che un giro in terapia intensiva se l’è fatto e, a quanto ne so, non gli è piaciuto affatto. Un amico ha avuto incubi per mesi dopo un andata da queste parti ed un buco in petto. Senza contare un noto grafico-designer napoletano deceduto per Covid. Il numero 2 e 3 contagiati Covid in Campania hanno ancora il dolore negli occhi. Perchè, sia che si arrivi in terapia intensiva, sia se ci si entri solo in contatto con questo virus, l’esperienza è triste, penosa, dolorosa con tanti strascichi fisici e psicologici. A detta di chi ci è passato.

E’ il rapper Fedez che dai social condivide l’esperienza del suo amico:  «Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete di instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza  vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh». 

Ma dopo la gran bufera suscitata dalle parole di Bocelli, il tenore si difende, come si vede in un video pubblicato su “Repubblica”. “Evidentemente, succedono cose strane in questo Paese”,  ha affermato il tenore. “Che strano, mi sono speso fin dal primo giorno per aiutare chi era in difficoltà in ragione del virus. Con la fondazione che porta il mio nome abbiamo cercato di recuperare subito tutto quello che serviva, poi sono venuto qui nella città un pò simbolo del contagio per fare una preghiera per tutti e anche per dire che la paura è la sola cosa di cui bisogna aver paura. Deve essere su questo fatto che sono stato un pò frainteso … Ci sono stati episodi, ormai da più di un mese, che ci hanno rassicurato su questo piano: il Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia ha fatto il diavolo a quattro e non è successo niente. Io sono un ottimista per natura e voglio sperare che da qui si voglia e si possa ripartire”.

A scuola, fino all’università ci insegnano a non fare giri di parole ed a spiegare quanto si è affermato, non a dire in seconda botta cose diverse. Quanta vaghezza. Eppure le parole scritte o pronunciate hanno un valore ed un significato inequivocabile.

Senza ovviamente voler togliere la libertà di parola a nessuno, ma non sarebbe giusto che i tenori facessero i tenori, i medici facessero i medici, i giornalisti facessero i giornalisti, i magistrati facessero i magistrati e così via…ciascuno al meglio di quel che può?

E se esprimendo pareri si stesse attenti alla coerenza?

Forse sarebbe un’Italia migliore.

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