Covid-19: intervista al dr Vincenzo De Chiara, oncologo radioterapista e fisico sanitario

0
1208

Un’immagine in grado di smuovere le coscienze- di Claudia izzo-

Il dr. Vincenzo De Chiara, medico oncologo radioterapista e fisico specialista in fisica sanitaria salernitano con esperienze alla Nasa, scende in campo contro la superficialità delle persone che non si rendono conto dell’importanza di restare a casa per evitare il contagio da Coronavirus e lo fa attraverso un’immagine che fa riflettere. Decide così di realizzare un’iniziativa che parli alla gente attraverso l’ingrandimento di una foto che ritrae un malato di Covid-19 in terapia intensiva. Un’immagine in grado di far aprire finalmente gli occhi ed il cuore, che ci faccia pensare a chi questa battaglia se la sta giocando fino all’ultimo respiro, mentre a noi viene richiesto soltanto di stare a casa.

-Dr De Chiara cosa pensa della situazione attuale riguardo al Covid-19?

“Ci troviamo innanzi ad una situazione di pandemia da infezione virale e per la malattia infettiva subdola ed estremamente contagiosa per via aerea che andiamo a fronteggiare non abbiamo farmaci antivirali mirati, né vaccino. Se ci rifacciamo alla storia ed alla letteratura medica troviamo i “Consigli o regimi contro la peste”, opere mediche risalenti alla metà del 1300 che mostravano come difendersi dal contagio durante la pandemia di peste nera, per la quale, come ora, non si conosceva la cura.

I “Regimina contra pestilentiam” proponevano più che altro soluzioni volte a prevenire piuttosto che curare la malattia. La maggior parte delle soluzioni proposte per evitare il contagio era il rifugiarsi in campagna, o comunque fuggire dal morbo chiudendosi in casa.

Da medico, sulla scorta degli insegnamenti della storia, mi rivolgo alla popolazione dicendo che ora come allora allo stato attuale delle cose tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare è evitare la diffusione del contagio e quindi la progressione dell’epidemia. E’ questa l’unica arma che abbiamo in questo momento per non ammalarci. Vanno perciò limitati al massimo i contatti sociali restando a casa il più possibile, va rispettato sempre il cosiddetto distanziamento sociale in tutti i casi in cui si è costretti a stare fuori casa e vanno utilizzati sempre dispositivi di protezione come guanti e mascherine, comprendendo che se usciamo potremmo essere fonti di rischio. Comportandoci così daremo il tempo ai medici ed alla comunità scientifica di organizzare al meglio la controffensiva verso il virus SARS-CoV-2 responsabile della malattia covid-19. Da una parte l’impegno dei medici a trovare utili soluzioni, come ad esempio il protocollo che utilizza il Tocilizumab, approntato dal professore Paolo Ascierto , oncologo e ricercatore di fama mondiale del Pascale di Napoli, che ha aperto la strada alla sperimentazione per l’utilizzo di farmaci anche offlabel che possano intervenire in modo fausto a migliorare la prognosi, ottenendo confortanti risultati; dall’altra parte, dalla nostra parte, il dovere di cercare, se non di fermare il contagio – cosa che forse andava fatta con più tempestività e incisività dal Governo nazionale- di mitigarlo.

Da fisico, utilizzando i modelli analitici messi a punto, dico che il nostro sforzo di stare a casa è pienamente indispensabile e giustificato. Dobbiamo tenere la curva della contagiosità sotto il limite delle nostre risorse a disposizione, sanitarie e mediche. Se la curva cresce troppo rapidamente e ripidamente, il picco oltrepasserà il limite orizzontale delle risorse disponibili e tutti i contagiati compresi sotto quel picco rischieranno di non ricevere adeguate cure ed assistenza”.

-L’iniziativa del manifesto che ha ricevuto da poche ore il patrocinio gratuito e l’utilizzo del logo della Regione Campania come campagna pubblicitaria di interesse sociale, è un mezzo diretto per parlare alla gente che continua a disattendere i decreti in vigore, un messaggio importate per la salute pubblica. In questo momento di grande emergenza, sembrerebbe infatti che in tanti non abbiano ancora compreso l’importanza assoluta dello stare a casa per una quarantena difficile per molti, ma indispensabile, senza la quale non ci potrà essere la fine di tutta questa tragedia. Ce ne parla?

L’idea riporta l’immagine choc di un paziente covid-19 ricoverato in un letto di terapia intensiva, quindi intubato, con il volto ovviamente non visibile, come se parlasse a chi guarda, invitandolo a stare a casa per non rischiare di finire in quella condizione, sottolineando che lui vorrebbe essere a casa con i suoi cari, ma purtroppo sta lì.

Sull’immagine campeggia l’hasthtag #RestaACasaNoCovid-19 ed il logo della Regione Campania. Una immagine di grande impatto ma disperatamente vera da veicolare in ogni modo lì dove sono presenti ancora sacche di resistenza allo stare a casa e persone che contro ogni buon senso disattendono le ordinanze ben fatte. Purtroppo si susseguono gli appelli del Governatore De Luca di stare a casa, rilevando ancora presenza diffusa e irresponsabile di persone per strada.

Mi lasci fare un inciso, che non vuol essere una giustificazione a comportamenti indiscriminati, in ogni caso stigmatizzabili, perché mettono a rischio la salute e i sacrifici di tutti. Non è però concepibile che da una parte venga emanata una illuminata ordinanza della Regione Campania per vietare, per il bene di tutti, le uscite non giustificate da reali necessità o urgenze, e dall’altra parte organi del Governo nazionale non confermino ciò, anzi prevedano con loro ordinanze e circolari la possibilità di passeggiate e attività motoria, creando quindi confusione nella mente e nel comportamento delle persone, già provate e turbate dalla attuale tragica e grave situazione in atto. E mi chiedo se tutti scendessero contemporaneamente a fare la passeggiata nei pressi della propria abitazione, che potrebbe durare anche una intera mattinata, dovendo per giunta rimanere tutti nei pressi di casa, si avrebbero dei begli assembramenti e che fine farebbe il distanziamento sociale? Rischieremmo di annullare tutti i sacrifici fatti precedentemente.

Tornando alla iniziativa #RestaACasaNoCovid-19, vorrei dire che nasce anche da un confronto tra amici, che poi mi hanno sostenuto e incoraggiato nel portarla avanti. Sono medici, sanitari, imprenditori della sanità, professionisti vari, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, artisti, impiegati, commercianti, amministratori, cittadini tra cui Antonio Oppedisano, Luigi Gargano, Aldo Balestra, Luigi Bertone, Ernesto Prisco, Renato Morrone, Arturo Noviello, Arturo Improta, Nicola Franza, Marco Romano, Domenico Fornino, Claudio Postiglione, Giuseppe Martin, Nicola Rosa, Davide Di Gennaro, Ernesto Falcone, Gabriele Bojano, Francesca Guarino, Salvatore Russo, Raffaele Solla, Antonietta Reccia, Raffaele Castaldo, Giovanni De Chiara, Rodolfo Citro, Germano Durante, Enzo Ragone, Francesco Forte, Francesca Federico, Maurizio De Chiara, Alfonso Gargano, Vincenzo Mansi, Antonietta Santoro, Dominick Tambasco, Lorenzo Scurati, Matteo Picardi, Giovanni Castaldo, Umberto Amighetti, Alfredo De Filippis, Vittorio Ruggiero, Maurizio Biondo, Domenico Milito e tanti altri con cui mi scuso se ho dimenticato di nominarli.

Per questa idea concretizzatasi voglio soprattutto ringraziare l’on. Francesco Picarone, del Consiglio Regionale della Campania, amico carissimo e stimato, fine giurista ed economista, mio riferimento per impegno ed onestà, molto vicino in questa, come in altre importanti battaglie sociali e politiche, in termini di impegno, attenzione e sensibilità. Ha trovato il tempo, tra i suoi tanti importantissimi impegni del momento. Mi ha aiutato dapprima a finalizzare efficacemente il messaggio e poi a portare l’idea in Regione Campania per ottenere il patrocinio e per coinvolgere lo staff addetto alla comunicazione, egregiamente diretto dal dott. Paolo Russo che si è adoperato e a cui ho chiesto aiuto per veicolare il messaggio sociale di stare a casa, nel modo mi lasci dire più “virale” possibile. L’on. Picarone ha subito colto che il tutto si collegava a quello che sta facendo virtuosamente il Governatore De Luca, che sta con grande impegno reperendo posti letto per ricovero e postazioni di terapia intensiva per pazienti covid-19. Chiaramente rimangono soltanto letti se non vengono corredati dalle apparecchiature necessarie che il Governo centrale deve provvedere urgentemente ad inviarci. Bisogna poi tener presente che il covid-19 non ha debellato le altre malattie e che anche alcune di esse necessitano di terapia intensiva. Quindi bisogna ben amministrare le risorse mediche e sanitarie, non ingolfando il sistema ed evitandone il collasso. Ecco perché bisogna intensificare il significato dello stare a casa, diminuendo il rischio della diffusione del contagio e quindi dell’epidemia e quindi del numero di potenziali pazienti covid-19 da ricoverare tutti nello stesso momento. Purtroppo esistono bacini di indifferenza e indolenza verso il contagio che rischiano di creare focolai di infezione che possono poi propagarsi verso altri luoghi. E’ a questi che vogliamo giunga il nostro messaggio.

Infine vorrei anche ringraziare l’altro carissimo amico, assessore salernitano Domenico De Maio, che intuendone l’importanza ha anch’egli sposato l’iniziativa e messo a mia disposizione la sua professionalità per la realizzazione del progetto grafico e il validissimo grafico tipografo Maurizio Boccia che con indiscussa abilità professionale ha prodotto in tempi da record la incisiva locandina.”

-Come si dovrebbe procedere per sconfiggere questo virus?

Chiaramente le rispondo cosa ritengo si debba provare a fare ora nell’immediato, in mancanza di una terapia mirata e di un vaccino, per spezzare quanto prima la catena del contagio. Prima che lo dica lei, le anticipo che sono una serie di misure impegnative per tutti.

Ora innanzitutto stare a casa, e mi scusi se sono ripetitivo, e dare procedure certe e chiare alla popolazione che deve sapere come comportarsi nelle varie situazioni che possono prefigurarsi. Ad esempio cosa fare se ci si senta male e come fare per effettuare correttamente la spesa. Siamo in una emergenza e non sono ammissibili improvvisazioni o azioni palesemente errate o sbagliate tali da arrecare danni ingenti. Ed è importante che nulla venga lasciato al caso in situazioni chiamiamole delicate, come ho imparato frequentando le agenzie spaziali ove si organizzavano lanci di missioni in orbita, e che si sgombri il campo dalle fake news, a cui spesso malamente e dannosamente ci si affida.

Parallelamente serve una strategia per separare la popolazione Covid-19 positiva al SARS-CoV-2 dalla popolazione non Covid-19. Sembra la scoperta dell’acqua calda, ma richiede impegno e mezzi. La popolazione Covid-19 è composta da sintomatici accertati positivi, ma potenzialmente anche da paucisintomatici più difficili da intercettare e potenzialmente positivi e quindi da confermare e da asintomatici positivi a loro insaputa da individuare per evitare che inconsapevolmente diffondano il contagio. Quindi alla fine isolare il maggior numero possibile di positivi. Poi vi sono i soggetti a rischio di sviluppare positività perché hanno avuto contatto stretto con un positivo o perché provenienti da zone ad alto rischio di contagio che vanno quarantenati ed osservati. Per cui andrebbe attuato uno screening con priorità e procedure ben definite. Dopo aver suddiviso la popolazione in classi di rischio sulla base dell’esposizione al virus in termini di certezza, attività, spazio e tempo, lo screening dovrebbe avere inizio da coloro che sono i più esposti, come ad esempio operatori sanitari dei reparti area Covid-19 ed operatori del 118.

A complemento di ciò, vi è un’altra strategia che ritengo possa contribuire a farci vincere ora la partita, ma utile anche in futuro quando riprendendo gradatamente le varie attività e non avendo eventualmente ancora un vaccino dovremo evitare pericolose seconde ondate epidemiche per nuovi focolai. Penso a quella volta a prevedere strutture per quarantene e isolamenti centralizzati ed assistiti. Così da non reintegrare pericolose e rischiose commistioni tra soggetti Covid-19 e non Covid-19. Misura da attuare almeno in quei casi in cui, per situazioni logistiche o sociali, andrebbe previsto che l’isolamento domiciliare potrebbe probabilmente risolversi in ulteriori contagi all’interno del nucleo familiare e non solo.

Bisogna poi chiaramente fornire ai vari soggetti, a seconda della classe di rischio di appartenenza, gli adeguati dispositivi di protezione di cui il Governo nazionale dovrebbe consentirne l’approvvigionamento affinché siano sempre disponibili. Vanno organizzati corsi di informazione e formazione su come utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale (dpi) e quali usare adeguatamente in relazione alle varie situazioni. Usare scorrettamente un dpi ed usare un dpi non adeguato per una certa circostanza potrebbe arrecare più danni che benefici.

Tutte le persone uscendo di casa, ora e sicuramente in un futuro semplice, dovrebbero indossare guanti in lattice e mascherina, quella chirurgica potrebbe andar bene, e continuare ad osservare il distanziamento sociale, tutto fino a quando non avremo un vaccino per un virus che è altamente probabile divenga endemico; il discorso è – tu proteggi me, io proteggo te- . Quindi anche se la mascherina serve soprattutto a non infettare e se manteniamo la regola del distanziamento sociale di almeno un metro ce la possiamo fare. Provo a spiegare in modo comprensibile il perché. E’ un discorso medico-fisico. Le goccioline di aerosol che potrebbero veicolare il virus devono contenerne una quantità tale da poter contagiare e far sviluppare l’infezione. Quindi devono avere una certa grandezza. Questa grandezza è tale che molte goccioline verrebbero bloccate in uscita dal potere filtrante delle mascherine chirurgiche, che è risaputo filtrano meglio in uscita più che in entrata. Le goccioline hanno anche un peso e quindi quelle che dovessero riuscire a passare all’esterno della mascherina innanzitutto sarebbero frenate nella loro corsa e poi comunque cadrebbero dopo un po’ verso il basso come accade per ogni oggetto lanciato sulla Terra. Ecco allora usando le mascherine si ridurrebbe tantissimo il rischio di emettere goccioline infettanti e stando ad una certa distanza, rispettando il distanziamento sociale, si ridurrebbe tantissimo il rischio di essere colpiti da queste.

Altra misura è quella di continuare a fare ovunque quello che si sta ora facendo ad esempio in Campania. Potenziare il sistema sanitario e l’assistenza medica, incentivare la ricerca farmacologica e continuare la sperimentazione terapeutica, avvalendosi anche del supporto delle potenti tecnologie informatiche oggi a disposizione.

E poi ancora porre in atto sempre tutte le misure igienico-sanitarie che ormai spero tutti conoscano, come ad esempio il lavaggio frequente delle mani, il non toccarsi bocca, naso e occhi con mani non lavate, contenere colpi di tosse e starnuti con fazzoletti monouso da smaltire adeguatamente, mettere e togliere nel modo giusto le protezioni, prestare soprattutto attenzione all’insorgenza di sintomi che possono fare da campanello da allarme e senza farsi prendere dal panico riferire immediatamente al medico che saprà come interpretarli e prendere le corrette decisioni.

E’ necessario sanificare sistematicamente ambienti, maniglie, corrimano, superfici di luoghi pubblici perché su questi si forma un substrato organico invisibile a seguito del contatto con la cute delle mani, substrato in cui il virus sopravvive per un certo tempo; ecco perché l’importanza di indossare i guanti.

Vanno mantenute chiuse tutte le attività che possono restare chiuse in modo da limitare uscite e contatti e sospendere l’esecuzione di tutto ciò che non abbia carattere di urgenza indifferibile. E’però indispensabile controllare in modo intransigente che tutto ciò che rimane aperto rispetti in modo puntuale e inflessibile le norme e le indicazioni per la sicurezza e la protezione volte al contenimento della diffusione del contagio da SARS-CoV-2, prevedendo sanzioni e pene severe per le violazioni;

Rimane poi tutto il mare magnum delle misure da intraprendere da parte del governo di una nazione per fronteggiare il disastro umanitario e socio-economico-finanziario che una pandemia inevitabilmente trascina con sé. Forse è ora più evidente che non si può pensare il mondo e la società solo in termini di PIL e di interessi economici e finanziari, ma va curato l’aspetto umano e umanitario.

Ma non voglio dimenticare infine di dirle che è anche importante iniziare da subito, senza ritardi, ad individuare le modalità e le procedure da seguire per la ripresa delle varie attività, individuando misure da intraprendere per mettere mi lasci dire a norma anti-covid-19 tutto ciò che non lo è e che dovrà riaprire, sicuramente anche in questo caso progressivamente con un cronoprogramma si spera ben pensato e strutturato.

Insomma è difficile, complessa, complicata, è impegnativa questa guerra contro questo coronavirus, subdolo, invisibile la presente. Ma non è semplice uscire da una pandemia, e serve l’impegno di tutti, perché dobbiamo uscirne quanto prima e bene, e ce la faremo”.

.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui