Covid-19: Edmondo Cirielli “L’incubo è finito, grazie a chi mi è stato accanto”

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-di Caudia Izzo-

Ormai guarito dal Covid-19 ne parla con la consapevolezza di aver vissuto, lui e la sua famiglia, un incubo che avrebbe potuto portare a tristi epiloghi. A parlare è l’esponente di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati, originario di Nocera Inferiore, classe’63.

-Come ha origine  questa terribile esperienza legata al Covid-19 ?

Ero stato alla Camera proprio come responsabile della sicurezza per l’emergenza Covid-19. Non posso dire assolutamente di essere stato superficiale riguardo alle precauzioni prese, conosco i rudimenti di sicurezza in caso di epidemia ma credo che sia stato un contagio da contatto. Questo virus è subdolo, si diffonde con una facilità vertiginosa e persiste sulle superfici anche per giorni. Forse l’avrò contratto a Montecitorio o prendendo un caffè alla buvette.

-Quali sono stati i sintomi che ha avvertito?

Ho avuto per un paio di giorni una tosse insistente, raffreddore ma senza febbre. Il terzo giorno ho riscontrato la temperatura a 37,7° – 37.8° avvertendo i classici sintomi influenzali, mal di testa e spossatezza. Era da quindici anni che non avevo la febbre, ma qui ovviamente si trattava di altro. I sintomi poi erano altalenanti, con questo virus non c’è un picco e poi forse si guarisce, ci sono alti e bassi e questo destabilizza ancora di più perché se ne sei aggredito non capisci quando puoi dire di essere fuori pericolo. Proprio in quei giorni avrei dovuto continuare a partecipare a riunioni con esponenti del Governo, sempre in merito alla sicurezza da gestire per l’emergenza Covid-19, cosa che ovviamente non ho fatto. Poi è venuto il  momento di sottopormi al tampone che ha dato esito positivo così sono stato trasportato al Cotugno di Napoli. Qui la Tac ha accertato che non avevo la polmonite. La cosa che più mi ha fatto stare male è che sono risultati positivi anche la mia compagna, sua figlia di 8 anni ed il nostro bambino di appena 40 giorni mentre mio figlio, di 24 anni, ha registrato solo sintomi influenzali senza difficoltà respiratorie. E’ la variante respiratoria ad essere l’elemento più grave, io ho vissuto una grave crisi respiratoria e vedevo i medici a Napoli, all’inizio, brancolare nel buio. A loro va il mio ringraziamento, agli scrupolosi i medici del reparto e del pronto soccorso. 

-Cosa ha provato nel vivere il ricovero a Napoli,  il sapere che era stato Lei comunque a contagiare i suoi cari, a capire che si lottava contro un virus di cui comunque non si sapeva molto ?

Io sono una persona molto razionale ed il pensiero è volato ai miei tre figli, ripeto, l’ultimo appena nato, ero preoccupato dall’idea di non poter stare loro accanto nella vita. Tornato dal Cotugno sono stato in quarantena con la mia famiglia. Poi  per me, la mia compagna, sua figlia ed il nostro piccolissimo figlio tutto è tornato alla normalità. 

-Lei il mondo dell’Arma ce l’ha nel cuore, con i suoi studi alla scuola Militare Nunziatella di Napoli,  presso l’Accademia Militare di Modena e la Scuola ufficiale Carabinieri di Roma. Cosa pensa della sicurezza delle Forze dell’Ordine in questo momento?

Le Forze dell’Ordine sono esposte come medici ed infermieri, come tutti e più di tutti perchè il loro ruolo li porta a stare a contatto con tutti. Per questo devono essere tutelati in maniera forte. Anche nei film apocalittici che narrano di epidemia siamo abituati a vedere in prima linea ovviamente militari, medici e paramedici in primo piano. Devono essere loro i più protetti, nell’Arma si registrano un migliaio di persone coinvolte da questo virus. 

La lotta con il Covid-19 ha visto l’on Cirielli uscire vincitore. Tante le manifestazioni di solidarietà ricevute dai suoi cittadini e simpatizzanti. Ora potrà dedicarsi ai suoi affetti in attesa della ripresa di tutte le attività che lo vedono impegnato al Governo. Una storia a lieto fine per dar speranza a quanti, in questi giorni continuano a lottare.

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