Covid 19: da Nord a Sud è dolore

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Un Paese diviso dalle diverse visioni su come gestire questa pandemia che ha messo in ginocchio l’intero stivale ed il mondo intero, diviso da partiti, da interessi, da politiche disfattiste e “scippi epocali”, eppure mai come adesso è un Paese accumunato dal dolore.  Da Nord a Sud si sta vivendo la precarietà del momento da un punto di vista sociale, affettivo, economico, psicologico.

“Sono un alpino e oggi ho perso la mia stella alpina” ha affermato  Stefano Bozzini dopo la morte della moglie per Covid, a cui aveva dedicato una romantica serenata con la sua fisarmonica, commuovendo tutti. Lui, in strada, innanzi alla finestra della stanza in cui era ricoverata la moglie, nell’aria solo tanto amore.

Veronica S. 33 anni ha in grembo il suo secondo bambino. E’ un avvocato, moglie del titolare di una nota pizzeria nel centro di Nocera Inferiore. La Campania è ancora zona rossa. Polmonite e criticità ematologiche con l’aggiunta del Covid hanno annientato la vita di questa giovane mamma.

Chiara Cringolo di Ivrea, ha solo 21 anni ed è tra le vittime più giovani della pandemia. Senza problemi di salute ma è il virus stesso a procurarle una polmonite bilaterale. Trasferita alle Molinette di Torino, la situazione si è aggravata fino alla sua morte.

A distanza di quattro giorni, muoiono a 71 e 63 anni due coniugi nel reparto di terapia intensiva di Bari. Prima lei, poi lui. Erano di Bitonto, una vita insieme.

Sono tantissime le storie di Covid, di persone che non ce l’hanno fatta che, intubati o meno, hanno perso la loro battaglia contro questo virus, nemico invisibile, subdolo, aggressivo.

Il virus colpisce a qualsiasi età, patologie pregresse o meno e a rendere tutto ancora più doloroso è la solitudine estrema in cui si muore. Disperatamente soli, coloro che restano  e coloro che vanno incontro alla morte. In tutto questo dolore non possiamo che fare ciascuno la propria parte, stando attenti, cautelando i più deboli, lasciando perdere uscite poco opportune nel rispetto della vera “fame d’aria” altrui…

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