Con una t-shirt del GFF per protestare contro il regime di Lukashenko, un inno alla libertà

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Metti una protesta contro un regime ed il coraggio dettato dalla gioventù. Metti una buona dose di ideali e la bellezza delle idee libere: tutto questo è racchiuso in una immagine, uno scatto iconico, disarmante che immortala il 22enne Kirl, ragazzo di Minsk, a protestare in piazza, pacificamente, contro il regime di Lukashenko, contro l’ennesima investitura avvenuta ad agosto su cui aleggiano sospetti di brogli.

La comunità internazionale protesta e lo fa anche questo ragazzo, che in Italia c’è stato, a Giffoni Valle Piana, nel 2011, 2014, 2016, 2017 come juror al Giffoni Film Festival. In questa fotografia Kiril manifesta con indosso proprio una t-shirt del GFF, aprendo al mondo la bandiera della Bielorussia, incarnando lo spirito di libertà; lui, giovane e pieno di sogni che manifesta contro ingiustizie e soprusi.

Kiril incarna perfettamente il profilo e lo spirito della nostra community....afferma Claudio Gubitosi, ideatore e fondatore del GFF, il suo sguardo fiero, il suo atteggiamento privo di arroganza, il coraggio di chi non ha paura di battersi per le proprie idee lo rende un modello per le nuove generazioniIl tema dell’edizione a cui fa riferimento la t-shirt– spiega Gubitosi – era “Destinazione”. E la destinazione di Kiril e di tutti i giovani bielorussi oggi è la libertà, il ritorno alla democrazia, valori assoluti, sinonimi di vita intesa come possibilità di realizzazione di sé, senza vincoli e steccati, senza regimi che calpestino i diritti delle persone. È un’immagine potente, quella del giovane di Minsk, che racconta Giffoni come strumento in grado di mettere insieme Paesi e culture, ideali ed utopie, come costruttore di ponti tra i popoli.

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