Con il Solstizio d’Estate la Luce sconfigge le Tenebre, oggi l’Anello di Luce

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Tradizioni ed eclissi anulare in questo solstizio 2020- di Antonietta Doria-

Anche quest’anno la ciclicità delle stagioni ci riporta al Solstizio d’Estate, il giorno della luce che sconfigge le tenebre; un momento di purificazione e crescita. Già la parola riecheggia una sorta di sosta, da sōl, «Sole», e sistĕre, «fermarsi»,  sta a rappresentare il momento in cui la Terra si trova nel punto più vicino al Sole e le ore di luce si protraggono fino a sera tardi. Ed oggi, dopo il solstizio c’è stata anche  un’ eclissi anulare, solo parzialmente visibile nei cieli dell’Italia meridionale in cui , la Luna è vicina all’apogeo (distanza massima dalla Terra) e copre il sole, ma non del tutto. Attorno al suo profilo brilla così un anello di luce. Da qui il nome eclissi anulare di Sole.

Dunque, alle ore 23,43 di ieri 20 giugno siamo entrati ufficialmente nel Sosltizio d’Estate. E’ questo il momento che segna l’inizio dell’estate astronomica in cui il sole ha raggiunto il suo punto più alto nell’emisfero settentrionale. Uno dei luoghi più famosi dove vedere il solstizio è Stonehenge, in Grand Bretagna. Solitamente, in occasione del giorno più lungo dell’anno, folle di persone si radunano intorno al monolite per vedere sorgere il sole da dietro la Heel Stone.

Nell’antichità le manifestazioni pagane prevedevano l’accensione di grandi fuochi per scacciare gli spiriti maligni, celebrazione di riti propiziatori per aumentare la fecondità dei campi e delle persone.

In Italia tanti sono ancora i rituali per propiziare la buona sorte e l’amore duraturo! Si espone all’esterno un uovo nel bicchiere per attrarre -durante la notte- le positività.

Per sapere il nome del futuro marito, le  donne della Repubblica di Venezia interrogavano  la luna. Si riteneva che la  notte del solstizio,  le streghe si radunavano intorno all’albero di noce di Benevento  mentrela gente proteggeva le case con il rosmarino e un ramoscello di ulivo benedetto ed il sale posto con  una scopa di saggina innanzi alle case cosicché le streghe fossero obbligate a fermarsi per contare i granelli e i fili. A Verona, poi, nella Valle di San Giovanni i festeggiamenti prevedevano  il santo balli e banchetti, mentre a Firenze sui tetti delle basiliche venivano posti dei pentoloni pieni di grasso per un fuoco alimentato tutta la notte e visibile da lontano.

 

 

 

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