Cinque anni dopo Je suis (encore) Charlie

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Paura e rabbia- di Claudia Izzo-

Sono trascorsi 5 anni, ma il pensiero vola alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo,  preso d’assalto il 7 gennaio 2015 da fanatici jihadisti. Erano state appena pubblicate delle caricature su Maometto.

12 furono le vittime, dal direttore della storica testata Stephane Charbonnier, detto Charb, ai collaboratori come George Wolinski, Cabu, Tignous, Hanore, agli operatori e poliziotti.

Il più celebre giornale satirico francese fu colpito al cuore.

I killer, i fratelli Kouachi, furono uccisi dalle forze speciali. Nelle stesse ore un complice colpì la comunità ebraica prendendo vari ostaggi in un supermercato della capitale. L’assassino jiahadsta uccise quattro persone prima di essere a sua volta ucciso. E il mondo vide la Francia unita scendere in strada: quattro milioni di persone manifestarono al grido “Je suis Charlie” che divenne lo slogan dell’Occidente unito contro le barbarie, il fanatismo, il terrore.

Il primo numero di Charlie Hebdo, dato alle stampe dopo l’attentato, vendette oltre sette milioni di copie. Intanto,  Thierry Barrigne, capo del giornale satirico svizzero Vagousse, rispose, all’indomani del massacro, con una prima pagina nera ed una chiazza di sangue, la libertà di stampa era in ginocchio.

In 5 anni si sono avuti 255 morti di matrice jiadista. Il mondo ha paura. Solo il 3 gennaio di questo 2020, a Villejuit, alle porte di Parigi, un  giovane 23 enne convertito da poco all’Islam, con problemi psichiatrici, accoltella una persona uccidendola e ne ferisce due in modo grave. “Una violenza cieca”, come l’ha definita Emamnuel Macron. Peccato che il 23enne fosse stato fermato nel 2018 per comportamento sospetto, ma lasciato andare con la giustificazione da parte sua di essere affetto da schizofrenia.

Le stragi continuano, morti innocenti sgozzati senza capire il perchè. Una furia che va fermata. Una follia che va inchiodata. Un terrorismo che va incenerito a qualunque costo.

E noi continuiamo a sussurrare, a dire, a urlare …Je suis Charlie…

 

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