Bianco: «Una donna per il Quirinale, altrimenti vince Berlusconi»

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-di Edoardo Sirignano-

«Dovrebbe passare il nome di una donna alle prime tre votazioni, altrimenti significherà che l’Italia vuole Berlusconi». A dichiararlo è Gerardo Bianco, ex leader del Partito Popolare Italiano, in occasione dell’ultimo incontro organizzato dall’associazione “Irpini nella capitale”, tenutosi presso il Bv Oly Hotel di Roma.

«La strada – sostiene chi è stato deputato per nove legislature – è obbligata. Se vogliamo uscire dalla crisi della politica, non bisogna arrivare al quarto scrutinio. Per fare ciò, però, serve innanzitutto un metodo e poi un regista che manca. Se De Mita lo è stato quando fu eletto Cossiga, come Veltroni poi con Ciampi, adesso manca chi può riannodare le file».

Lo stesso prefetto di Roma Matteo Piantedosi, nell’incontro con i suoi conterranei, pertanto, esorta i leader attuali a rivedere il modello irpino, noto per la sua capacità di far convergere idee differenti, pur di trovare la soluzione al problema. «La pandemia – sostiene – dovrebbe unirci e non dividerci. La volontà a trovare equilibri, a perseverare nella ricerca di un’intesa che possa portare il Paese fuori dalla pandemia deve prevalere. L’Irpinia, per molti anni, ha rappresentato certamente un esempio virtuoso. Perché non seguire oggi tale modus operandi?».

Andrea Covotta, vice direttore del Tg2 e attuale direttore di Rai Quirinale, presentando il suo ultimo lavoro “I costruttori di equilibri politici”, si rivolge in modo particolare al centrosinistra. «Non facciamo la fine dell’Ulivo, occasione sprecata. Nel Partito Democratico, sono state messe insieme delle classi dirigenti e non delle storie. Nessuno, infatti, ha fatto i conti con il passato e con quel pensiero di Moro, con cui si è costruito il centrosinistra e che per troppo tempo è stato lasciato sotto la polvere».

Angelo Picariello, giornalista del quotidiano “Avvenire”, autore di “Un’azalea in via Fani”, però, è ottimista. «Come è stato sconfitto il terrorismo, recuperando quel metodo del dialogo, che per troppi anni è mancato, è possibile fare ancora qualcosa». Lo stesso autore prende come modello l’evento dedicato qualche anno fa a Fiorentino Sullo, dove nei fatti si è ritrovata quella Dc divisa e a cui era presente anche l’ex premier Conte, oggi leader del Movimento 5 Stelle.

In tal senso, pertanto, un contributo fondamentale può arrivare, ancora una volta, da un territorio, come l’Irpinia, che è più di un semplice modello o meglio ancora laboratorio per la politica nazionale. All’iniziativa, organizzata dall’associazione “Irpini della Capitale”, presieduta da Vincenzo Castaldo e moderata da Rita Cavallo, quirinalista del Tg3, infatti, hanno preso parte esponenti del mondo della cultura, delle professioni e della società civile che intendono dare un contributo, come nel caso dello stesso prefetto di Roma Matteo Piantedosi, di Gerardo Capozza, segretario generale dell’Automobile Club d’Italia, di Edoardo Valente, neo presidente dell’Anas, di Carlo De Stefano, ex sottosegretario, di Antonio Pascotto, volto noto di Mediaset, di Michele Zizza, docente all’Università degli Studi della Tuscia, di Berardino Zoina, componente del comitato scientifico del centro di ricerca “Guido Dorso” e di tanti altri giovani pronti ad attivarsi per un nuovo percorso comune.

 

 
 

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