Barcellona e Cambrils: siamo tutti catalani

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Tre vittime italiane-

Quindici vittime, tra cui tre italiani. 134 feriti. 35 le nazionalità delle persone coinvolte nell’ultima strage firmata ISIS.

Stavolta è toccata a Barcellona la malasorte, Barcellona bersaglio scontato in estate, così  piena di vita e di movida, di giovani, di turisti. Siamo tutti catalani… mentre Barcellona piange le sue vittime della Rambla e grida forte, nonostante il dolore, “NON HO PAURA”.

Tanto terrore, ancora, da togliere il fiato. Una passeggiata all’insegna della spensieratezza sul viale che meglio riassume la vivacità e l’ originalità di Barcellona, tra artisti di strada e caffè,  si è trasformata, ancora una volta, in un incubo. La FIAT Talento ha percorso per 600 metri la Rambla utilizzando i passanti come birilli, ancora una volta, gente accoltelata a caso. Sono le stesse modalità della strage avvenuta a Nizza, 14 Luglio 2016, quando, ad essere investita è stata la folla che assisteva ai festeggiamenti pubblici in occasione della festa nazionale francese nei pressi della Promenade des Anglais. Stesse modalità di Londra;  3 giugno 2017 il  tappeto di sangue fu tra il London Bridge e Borought Market, anche qui investendo pedoni e accoltellando gente a caso.

Uno degli attentatori è morto a 50 chilometri da Barcellona, invocando il suo fantomatico dio, Allah, come se  potesse mai  esistere un dio felice di tutto ciò; nominato, invocato, strapregato da una folta schiera di invasati che muoiono sicuri che ad attenderli li aspettino schiere di vergini. Già, schiere di vergini per ogni “martire” kamikaze.

Siamo arrivati  anche alle cinture esplosive taroccate. Siamo arrivati al fondo da molto, moltissimo tempo.

Siamo tutti catalani.

Eppure l’Imam, il responsabile dell’indottrinamento dei giovani coinvolti, il leader della cellula che ha colpito la Rambla con una moglie e nove figli in Marocco, non era mai entrato nel mirino dell’antiterrorismo. Eppure è proprio lui che avrebbe voluto immolarsi come kamikaze facendosi esplodere contro la Sagrada Familia, contro il tempio della cristianità, gioiello del modernismo catalano , opera di Antoni Gaudì, datata 1882. Ben 106 bombole di gas erano pronte ad esplodere e ricreare un nuovo 11 settembre.

E cosa dire della Barbie, per tante bimbe gioco preferito di un’intera infanzia, scelto come veicolo di morte, riempita di esplosivo sul volo Sidney- Abu Dhabi ? La valigia in cui era trasportata pesava ben sette chili in più rispetto al peso consentito, per questo è rimasta a terra. Si, per questo è rimasta a terra e per questo i 400 passeggri del volo sono ancora vivi. Bisogna aver fortuna a scegliere il volo giusto quasi come un numero fortunato alla roulette?

Siamo tutti catalani.  Col cuore gonfio di lacrime per tutte le vittime innocenti, per questo mondo che non ha in sé il concetto di humanitas, che continua a girare, ma che sarebbe davvero meglio fermare.

Siamo tutti, ma proprio tutti, catalani.

Claudia Izzo

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