Attentato Delli Bovi: il giovane avvocato rischia di perdere l’udito

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Continua il dolore, la prognosi resta riservata- di Claudia Izzo-

Dopo aver perso le mani a causa della deflagrazione del pacco bomba esploso, in stile terroristico, lunedì scorso innanzi alla sua abitazione a Montecorvino Rovella,  l’avvocato  Giampiero Delli Bovi rischia di perdere anche l’udito. La causa sarebbe da ricercare nelle lesioni da barotrauma riscontrate agli organi di senso, si tratterebbe di una lacerazione della membrana timpanica dell’orecchio destro. Dopo un trattamento in camera iperbarica il giovane avvocato, già ricoverato d’urgenza presso il San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, respira infatti da solo, ma deve fare i conti con tutte le conseguenze del vile attentato, per cui la prognosi resta riservata.

Il giovane avvocato viene supportato da una psicologa in questa tragedia, difficile prima da capire e poi da affrontare.Un dolore davvero troppo grande che ha investito una intera comunità,  in una mattina come un’altra di giugno, in via Fratelli Rosselli, Frazione Macchia, dove è avvenuto l’attentato.  Un dolore che sconvolge qualsiasi animo che continua a chiedersi il perché di tanta ferocia.  Un dolore soffocante ed inaccettabile  per i genitori di Delli Bovi,  mamma Camela e papà Alberico che dovranno guidare  i passi di questa nuova vita.

Il giovane avvocato, Presidente del Forum dei Giovani del centro picentino, collabora con il neo sindaco Martino D’Onofrio, è stato molto attivo nell’ultima campagna elettorale, ma non riveste alcun ruolo politico.

Tutte le piste restano  aperte. Una cosa è certa:  l’attentato è stato studiato bene. Il pacco era nel giardino antistante l’abitazione dell’avvocato, appoggiato al cancello, in un’ora in cui qualcuno sapeva bene che l’avvocato era in casa e sarebbe uscito. La carta dell’imballaggio recava la scritta Bartolini Spedizioni, una normale carta di un corriere espresso. Doveva sembrare un banale pacco arrivato, da aprire, senza destare il minimo sospetto. E così è stato.

L’attentato mirava ad uccidere  Giampiero Delli Bovi. La deflagrazione del pacco ha creato un boato che è stato sentito a centinaia di metri di distanza dal luogo dell’attentato.

Gli interrogativi sono dunque  tanti, cosa si nasconde dietro questo feroce gesto? Chi può desiderare la morte del giovane?  Motivi professionali, legati alla sua professione di avvocato presso lo studio del neo sindaco, politici o passionali? A Montecorvino Rovella la gente non si sbottona ma si percepisce dolore e incredulità sul volto delle persone incontrate. C’è sete di legalità e di giustizia. Il sindaco D’Onofrio invita ad agire “senza paura, in nome di Gianpiero”.

Intanto segue i suo iterl’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno con il PM Katia Cardillo, continua  l’attività investigativa da parte dei Carabinieri della Compagnai di Battipaglia e del Comando Provinciale. I resti del maledetto pacco bomba, intanto, sono stati inviati al RACIS; Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, per essere analizzati. S’indaga sul falso fattorino mentre si parla già di una persona dai capelli bianchi vista nelle vicinanze del luogo dell’attentato. Si indaga sulle immagini restituite dai mezzi di videosorveglianza pubblica e privata che potrebbero aver immortalato l’attentaore.  Si analizzano pc e cellulari ma si spera più di ogni altra cosa  che Giampiero Delli Bovi trovi  tutta la forza ed il coraggio che la situazione impone.

 

 

 

 

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