Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera

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Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La prima cosa su cui riflettere è perché un solo giorno all’anno? La domanda è ovviamente provocatoria ma non polemica. Provocatoria perché la violenza in generale e in particolare quella sulle donne più indifese e deboli, non è una cosa da ricordare solo una volta all’anno, ma tutti i giorni, affinché questo gesto vigliacco e vile, tipico di uomini vigliacchi e vili, incapaci di affermarsi come “uomini” degni di questa definizione, possa presto avere fine.

Purtroppo non sarà facile raggiungere in tempi brevi l’obiettivo perché la vigliaccheria e la viltà di cui sopra sono come l’erba cattiva che infesta anche i giardini più curati, basta una piccola distrazione e il seme malvagio attecchisce. Per questo è necessario non abbassare mai la guardia, per questo è necessario che tutti prestino la loro attenzione al problema, anche con gesti apparentemente poco significativi.

Il cinema ovviamente ha strumenti straordinari per portare all’attenzione delle persone il problema della violenza sulle donne e la disparità di genere. Oggi 25 novembre, non a caso, esce sulle piattaforme streaming Chili e Amazon Prime Video, il docufilm “Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera”, interpretato da Angela Curri, diretto dal regista Jordan River, girato in Ultra HD 4K e prodotto dalla Delta Star Pictures.

Chi era Artemisia Gentileschi e perché la sua storia è particolarmente rappresentativa? Artemisia Gentileschi è stata la prima pittrice italiana, di scuola caravaggesca, a essere ammessa in un’accademia di disegno, quella di Firenze. E già questo è un importante primato se si considera il periodo storico a cui si fa riferimento, compreso tra il 1593 e il 1654, rispettivamente data di nascita e morte della pittrice. Ciò che però la rende un vero simbolo nella lotta contro la violenza sulle donne fu il coraggio che dimostrò di avere denunciando il pittore Agostino Tassi come autore dello stupro di cui le fu vittima.  L’artista affrontò un duro processo il quale però, sorprendentemente, terminò con la condanna di Agostino Tassi.

Il film che ripercorre la vita di Artemisia a partire dal 1623 attraverso molte delle sue opere conservate in prestigiosi musei internazionali, ha già ricevuto diversi premi quali Migliore Documentario al XXIV Terra di Siena International Film Festival 2020,  Festival Internazionale Visioni dal Mondo – Panorama Italiano 2020, finalista al Los Angeles Cinematography Awards 2020, USA, Premio Best Docudrama al Global Nonviolent Film Festival 2020, USA e ora è anche in concorso per il David di Donatello 2021.

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