Arrivederci Anna, grazie della tua sottile ironia e comicità.

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Intelligenza e fascino per una professionista del teatro e della TV.-

La notizia della sua morte l’ha diffusa in un post su Facebook il fratello Gianni.

Se ne va così Anna Marchesini, a pochi giorni dal suo onomastico, in questo caldo Luglio, la donna che più di tutte ha saputo ironizzare, divertire, distrarre dal quotidiano, con una finezza innata.

Attrice, imitatrice, comica, doppiatrice, scrittrice, è stata la Signorina Carlo, la sessuologa Merope Generosa, la Sora Flora, la “cameriera secca” dei signori Montagnè, la Piccina, Lucia della rilettura parodistica dell’opera manzoniana, trasmessa su Rai 1 in cinque puntate, con picchi di ascolto di 17 milioni di spettatori.

Nata ad Orvieto, laureata in Psicologia, diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico come attrice di prosa, dove poi ha insegnato dal 2007, ha fatto parte del celebre trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi, trio premiato come Rivelazione dell’Anno con le sue 40 puntate.
Nel 1986 i tre prendono parte a Fantastico 7. Grazie al programma s’impongono all’ attenzione mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Khomeyni. Malgrado l’imbarazzo internazionale dovuto allo sketch, finiscono sulla rivista statunitense Variety e sono protagonisti di alcuni spettacoli oltreoceano, al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires.

Poliedrica, accattivante, ha dato vita a caricature e parodie di personaggi famosi, ha stupito, ha fatto riflettere.
Sposata a Parigi, divorziata, madre di Virginia nata nel 1992, ha amato il teatro e la TV, ha pubblicato il libro “ Che siccome che sono cecata” (motto caratteristico di uno dei suoi personaggi più conosciuti, la signorina Carlo), Arnoldo Mondadori Editore e corredato di un video di 85 minuti per la collana “ I mostri della comicità”.

Ha costruito se stessa, i suoi personaggi ed una casa di produzione, la Marisa srl, nome spesso utilizzato negli spettacoli del Trio per personaggi vari.

Ma Anna è stata molto di più.

Ha lottato contro l’artrite reumatoide che, poi, l’ha stroncata.

E’ stata, e resta, quella parte bella del mondo della Tv e del teatro italiano che per piacere non ha bisogno di usare toni alti, nudità, eccessi.

E’ stata una professionista, sempre.

Una donna affascinante che, con cultura ed ironia ha saputo far sorridere un Paese intero.

Arrivederci, Anna.

Claudia Izzo

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