Addio ad Anna Masullo, la donna che ha insegnato a tutti cosa vuol dire l’amore fraterno

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di Claudia Izzo-

L’immagine colta dall’obiettivo di Francesco Pecoraro ritrae l’amore, l’abnegazione, la forza ed il coraggio. E’ l’immagine di una donna, curva e protesa in avanti a spingere un uomo sulla sedia a rotelle.

Lei è Anna Masullo, venuta a mancare oggi. I salernitani ben la ricorderanno, piccola, minuta, che sembrava sprigionasse  dal suo corpo una forza sovraumana che solo l’amore può emanare, mentre spingeva, metro dopo metro, il fratello per il centro della città, e poi su e giù per via dei Principati. Difficile quella salita quanto quella discesa, per un corpo esile che spinge un corpo da trasportare. Eppure Anna conquistava ogni passo con una forza incredibile ed una  dignità infinita. Sola, senza mai chiedere aiuto né accettarlo, forse pensando che quel dolore fosse troppo privato per essere condiviso. Su quella sedia a rotelle, a lasciarsi trasportare per ogni dove, il fratello Vincenzo, sociologo tetraplegico, morto due anni fa.

” Signora, lasci che l’aiuti…”, quanti di noi glielo hanno chiesto e lei, dura nella risposta a volerlo cullare e spingere da sola quel dolore fatto di rinunce, sacrifici. Fino alla fine.

Ma poi la vera difficoltà consisteva nel restare a guardarla quella scena senza che lei permettesse a nessuno di renderla meno pesante. Lenta quella salita e quella discesa in qualsiasi mese, come lento sa essere il dolore. E dopo una scena così, vista e rivista tante volte senza poter far niente, si tornava a casa con mille interrogativi, qualche vuoto e gli occhi lucidi. Un esempio di dove può arrivare un sincero amore fraterno, oggi più che mai, un raro esempio di bellezza e bontà.

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