Addio a Jean Paul Belmondo, icona del cinema francese

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-di Antonietta Doria-

Lo abbiamo lasciato nel 2016 alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia accompagnato da Sofie Marceau, anno in cui gli venne assegnato il Leone d’oro alla carriera, oggi invece dobbiamo dovuto dire addio a Jean-Paul Belmondo, icona del cinema francese.

Morto ad 88 anni nella sua abitazione di Parigi, vanta una carriera emozionate e colma di successi.

L’esordio cinematografico avviene nel 1956 con il cortometraggio Molière di Norbert Tildian, dopo aver interpretato A doppia mandata (1959) di Claude Chabrol e La ciociara (1960) di Vittorio De Sica, Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard, che lo aveva già diretto precedentemente nel cortometraggio Charlotte et son Jules.  Interpreta il noir Asfalto che scotta (1960),  Léon Morin, prete (1961) e Lo spione (1962), entrambi di Jean-Pierre Melville.

Il regista Renato Castellani lo chiama  per il suo Mare matto, dove interpreta brillantemente un marinaio livornese,  pellicola tagliata dal produttore Franco Cristaldi ma riscoperta oggi da molti critici, è un grande esempio di commedia all’italiana, Nello stesso anno affianca Stefania Sandrelli in Lo sciacallo. Tanti i suoi successi tra cui Borsalino, del 1970  interpretato al fianco di Alain Delon e nel 1974 torna al cinema d’autore con Stavisky il grande truffatore di Alain Resnais, ma senza riscuotere particolari consensi, poi, dagli anni settanta si specializza nel genere poliziesco.

 

 

“File:Jean-Paul Belmondo Cannes 2011.jpg” by Georges Biard is licensed under CC BY-SA 3.0

 

 

 

 

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