A Washington è coprifuoco: si macchia di sangue il tempio della democrazia americana

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Irruzione al Congresso, -di Claudia Izzo-

A Washington è scattato da poco il coprifuoco ed è confermata la prima vittima di questo assalto al cuore della democrazia, si tratterebbe di una donna ferita al petto.

L’austera sede del Capitol Hill, a Washington, è stata presa d’assalto dai sostenitori di Donald Trump proprio mentre era riunito il Congresso per ratificare i voti del Collegio elettorale che hanno portato Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti d’America. La protesta che dunque si è macchiata di sangue, con la prima vittima, non ha precedenti nella storia americana.

Quindi, mentre si stava svolgendo una procedura notarile di un voto popolare confermato più volte, la certificazione della vittoria del presidente democratico, Donald Trump dall’Ellipse, parco a Sud della Casa Bianca, dava vita ad un discorso “incendiario” in cui  esortava i suoi sostenitori a contestare la vittoria di Joe Biden. Questi non hanno perso tempo e, armati, hanno fatto irruzione: un morto, 13 arresti, granate stordenti e lacrimogeni, sono stati usati dalla polizia per disperdere poi i manifestanti pro-Trump . La polizia, all’interno della struttura, ha dovuto estrarre le armi per difendere i parlamentari a cui è stato ordinato di indossare le maschere  antigas  e restare distesi a terra. Dispiegate la Guardia Nazionale, Secret Service e Swat Team dell’FBI.

Intanto se Joe Biden ha affermato che “le scene di caos non rappresentano quello che siamo, non è la vera America” invitando Trump a parlare in Tv invitando i manifestanti ad abbandonare i luoghi della protesta, il leader dei repubblicani ha detto, rivolgendosi ai suoi sostenitori,  “Lo so che siete feriti, ci hanno rubato le lezioni. Un’elezione che abbiamo vinto a valanga e lo sanno tutti. Ma dovete andare a casa ora…  dobbiamo avere pace, ordine, legalità e rispettare” gli agenti, aggiunge Trump. “Non vogliamo che nessuno venga ferito. È un periodo difficile: questa è stata un’elezione fraudolenta ma c’è bisogno di pace. Andate a casa, siete speciali, vedremo cosa accade”  “Chiedo a tutti coloro al Capitol di restare pacifici. Nessuna violenza! ricordate che siamo il partito dell’ordine e della legalità”. Twitta mentre sono in corso le proteste al congresso”,  queste le parole in un minuto di video. “Chiedo a tutti coloro al Capitol di restare pacifici. Nessuna violenza! ricordate che siamo il partito dell’ordine e della legalità”. Il video del discorso è stato poi rimosso e Twitter ha bloccato l’accaunt del magnate per le prossime dodici ore.

Stessa sorte per  la figlia del magnate, Ivanka Trump, che definisce su Twitter “patroti” gli assalitori del Congresso; la definizione viene criticata dai media statunitensi e come per magia, il tweet è stato cancellato.

Intanto riprenderà questa notte la sessione del Congresso, alle 2 ore italiana, ore 20 a Washington; ad annunciarlo lo speaker della Camera, Nancy Pelosi.

Conclusioni: con il tempio della democrazia macchiato di sangue una cosa è certa, per la prima volta un presidente non accetta l’esito delle elezioni e da vita ad un ultimo disperato tentativo di restare alla Casa Bianca; ma al tempo stesso è evidente che non si archivia il trumpismo con la sola  vittoria elettorale.

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