9 Maggio 1978/2018: 40 anni senza Aldo Moro

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Stessa data, stessa sorte-di Claudia Izzo-

Il 9 maggio 1978 furono uccisi Peppino Impastato e Aldo Moro: l’uno, il giornalista siciliano, con una carica di tritolo sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia della sua Cinisi; l’altro, Presidente della Democrazia Cristiana ritrovato cadavere in via Caetani a Roma; l’uno di notte, l’altro alle prime luci del mattino. Ma la morte del primo passò quasi inosservata poiché proprio in quelle stesse ore venne ritrovato il corpo del secondo. Dal 2007 il 9 maggio diviene il Giorno della Memoria, dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice.

Aldo Moro fu politico, accademico e giurista, Presidente del Consiglio dei Ministri. La sua utopia fu ritenere possibile un Governo di solidarietà nazionale che includesse il PCI nella maggioranza, senza presenza di ministri comunisti al Governo nella prima fase. Per questa soluzione non vi era consenso né da parte degli Stati Uniti, perché in piena Guerra Fredda l’Unione Sovietica sarebbe venuta a conoscenza di piani segreti della NATO; né da parte dell’Unione Sovietica, per cui la partecipazione del PCI al Governo sarebbe stata vista come un emancipazione del partito dal controllo sovietico.

Il 16 marzo 1978 fu il giorno della presentazione del nuovo Governo e l’auto che trasportava Moro alla Camera dei Deputati fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse. In pochi secondi morirono 5 uomini della scorta: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi.

Moro fu sequestrato per 55 giorni. Il suo cadavere fu ritrovato il 9 maggio nel portabagagli di una Renault 4 rossa in via Caetani, a metà strada tra Piazza del Gesù dov’era allora la sede nazionale della DC e via delle Botteghe Oscure, dove vi era la sede del PC.

Con l’assassinio di Moro si chiuse la stagione del “compromesso storico”, nessuno raccolse la sua eredità nel rapporto con il leader comunista. Eliminato Moro le BR continuarono a colpire o intimare i dirigenti DC sul territorio nazionale ma lo Stato le sconfisse BR con la legge sui pentiti e dissociati, con cui venivano concessi cospicui sconti di pena ai membri che avessero rivelato l’identità degli altri terroristi.

Nel 1994 la DC si scioglie divenendo il Partito Popolare Italiano.

 

Dei 14 brigatisti coinvolti nel sequestro Moro, secondo quanto riportato da “Il Corriere della Sera”, c’è chi è morto a Rebibbia , chi è in libertà condizionata, chi è in Svizzera e non ha mai ottenuto l’estradizione, chi si è pentito dopo 20 anni di carcere ed è in libertà, chi sconta l’ergastolo e chi è fuggito in Nicaragua dove gestisce un ristorante.

 

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