6 Luglio: Giornata Mondiale del Bacio

Luglio 6, 2019 0 Comments Editoriale 122 Views
6 Luglio: Giornata Mondiale del Bacio

Il potere del bacio- di Claudia Izzo-

 

Ed ecco arrivare la Giornata Mondiale del Bacio…infatti anche se in Cina  è considerato poco igienico , in  Giappone  non si usa baciarsi in pubblico perché può recare fastidio e per gli Eschimesi consiste nello strofinare  le punte dei nasi con labbra e occhi chiusi, la festa che oggi si celebra in tutto il mondo parla di un linguaggio universale.

Nata in Gran Bretagna nel 1990 e subito  diffusa in tutto il mondo, la festa vuole  semplicemente ricordare quanto possa  essere importante un bacio, quanto possa avvicinare, quanto possa “fondere “due anime.

Spesso è il bacio che suggella l’inizio di un grande amore ” La bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:quel giorno più non vi leggemmo avante”, come ben ci ricorda Dante nelle pieghe del canto di Paolo e Francesca e  il bacio resta “Un lambire di fiamma” come sostiene Victor Hugo. E come dargli torto?

Ed ecco la dolcezza di Cirano de Bergerac nel dire “Ma poi che cos’è un bacio? Un giuramento fatto poco più da presso, un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo rosa messo tra le parole “T’amo”; un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito che ha il fruscio d’un’ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima a fior di labbra.»

Se  per Joseph Conrad “I baci sono ciò che resta della lingua del Paradiso”, oggi  sono platealmente ostentati su tutti i social media per dire al mondo che si è felici. Ma la vera felicità, si sa,  non cerca ostentazione, si nota senza mettersi in posa. Ed è di quei baci che vogliamo parlare.

Ben cantava Catullo l’amore “Dammi mille baci e poi cento, poi altri mille e poi altri cento, e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora. Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia, altereremo i conti o per non tirare il bilancio o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio, quando sappia l’ammontare dei baci”, ben tracciava Catullo le linee che definiscono l’ingordigia degli amati in fatto di baci. E se ” i baci rubati richiedono un complice” e dalla complicità che nascono le storie destinate a lasciare il segno. Una sorta di Cartina di Tornasole; si sa bene infatti che dal bacio si capisce la persona che abbiamo innanzi meglio che con cento parole, una sorta di “dimmi come baci, ti dirò chi sei”… e con un bacio si svela il mondo.

Bacio rubato, bacio furtivo, bacio sulla fronte dell’amato, bacio  dannato, bacio di Giuda, bacio sulle mani, sulla guancia… quanti messaggi nel gesto più antico del mondo che esplica la nostra ancestrale necessità di amare ed essere amati. E quanto amarezza  nei baci non dati. Persi. Dati o non dati, i baci restano messaggi chiarissimi, facili da decodificare, un linguaggio universale senza tempo e senza bisogno di interpreti, capaci di dire e dare mondi,  non sostituibili con icone  WhatApp.

Che i baci intessono fitte trame tra due individui unendo le loro anime è il mistero che più affascina come ricorda Eve Glicksman dicendo ” Gli amanti antichi credevano che un bacio avrebbe letteralmente unito le loro anime, perché si pensava che lo spirito venisse trasportato dentro il respiro.”

E dal bacio, ora e sempre nascerà  tutto, ispirazione, progettualità, bellezza, magia. A patto che sia vero.

E se per Lord Byron  “il ricordo più caro resta sempre l’ultimo bacio” , viviamo la dolcezza dell’ultimo bacio sperando che sia quello del Vero Amore che in questi tempi,  confusi più che mai, quando è autentico è capace di distruggere ancor di più ogni “maleficio”, per dirla con le parole dei personaggi Disney.

E che Amore sia!

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