21 gennaio, Giornata Mondiale dell’Abbraccio

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di Claudia Izzo-

Che gli abbracci siano “il posto perfetto in cui abitare” l’abbiamo capito volendo bene e amando perchè l’abbraccio di una persona cara  resta sempre il rifugio più sicuro. Così questa del 21 gennaio diventa la Giornata Mondiale dell’Abbraccio, National Hugging Day, tutta made in USA,  celebrata da 34 anni ed introdotta anche in Europa ed Australia.

In una società liquida, inghiottiti dai nuovi social, c’è giustamente bisogno che qualcuno ci ricordi di amare! Così ricordiamo un attimo cosa è in grado di sprigionare questa manifestazione d’affetto: è un toccasana per tutto, stress, dolori fisici, psicologici, rafforzando l’autostima. Rilasciata  l’ossitocina si ha una riduzione del livello di stress, diminuisce il cortisolo e noi avvertiamo un impatto positivo sul sistema cardiovascolare, come dire che l’abbracciarsi fa bene al cuore…

“Gli uomini sono angeli con un’ala sola. Possono volare solo abbracciati”… lo sottolineava il compianto  Luciano De Crescenzo e quanto lo stiamo capendo in questo periodo dettato dal Covid 19! Quanti abbracci ci sono mancati durante i lockdown, così desiderati, sognati tra distanze ed allontanamenti forzati. Quanti abbracci non hanno potuto vivere tutti coloro che isolati, sono morti di Covid…

Come dimenticare l’immagine raffigurata sulla facciata esterna dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, che ben sintetizza la pandemia che stiamo vivendo e che vede una dottoressa abbracciare, cullare la sagoma dell’Italia ? E come dimenticare “la stanza degli abbracci” creata in alcune residenze per anziani proprio per dare la possibilità ai pazienti di stringere i loro cari, anche se attraverso teli di plastica anticontagio? Il telo di plastica ha protetto e avvicinato al tempo stesso, capace di salvaguardare il benessere psicologico ed emotivo dei pazienti e dei loro stessi cari perchè, come dice Fabrizio Caramagna, “il verbo abbracciare. Un verbo aperto. Privo di muri. Verbo che mostra luce. Verbo che innamora”.

Perché un abbraccio può darci la forza di lottare anche contro il virus.

Per dirla con garbo e intensità varrà la pena scomodare il cantore d’amore per eccellenza, Jacques Prévert, respirando un po’ dell’immensità che ogni abbraccio vero sa regalare…

“Migliaia e migliaia di anni
Non basterebbero
Per dire
Il minuscolo secondo d’eternità
In cui tu m’hai abbracciato
In cui io t’ho abbracciato.”

 

 

 

 

 

 

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