20 Marzo, la Giornata Internazionale della Felicità

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La giornata della felicità nell’anno della pandemia.- di Clelia Pistillo-

Il 20 marzo si festeggia la giornata della felicità istituita dalle Nazioni Unite  nel 2013 con l’obbiettivo di misurare annualmente l’incidenza della felicità nella vita delle persone.

Lo scopo delle Nazioni Unite è quello di ridurre le diseguaglianze e la povertà tutelando il nostro pianeta, poiché qualsiasi essere umano dovrebbe aspirare al raggiungimento della felicità e al proprio benessere, indipendentemente dal luogo in cui si vive.

Ma cosa si intende esattamente per felicità?

Questa varia a seconda di molti fattori ed è un termine che adoperiamo sia per riferirci ad una sensazione del momento sia al grado di soddisfazione della nostra vita.

Per il quarto anno consecutivo la Finlandia risulta essere il paese più felice al mondo secondo il World Happiness Report, più in generale la parte alta della classifica è occupata da altri paesi nordici. In coda purtroppo, e non è una sorpresa, troviamo paesi come il Afghanistan, Zimbawe e Rwanda.

Il posizionamento in vetta alla classifica dipende essenzialmente dalla fiducia che i cittadini ripongono nella comunità.

Soprattutto in un anno come quello appena trascorso, abbiamo potuto verificare quanto sia importante dare maggiore valore al concetto di collettività.

Ma cosa contribuisce a rendere questo paese cosi speciale?

Sicuramente un ruolo chiave è svolto dal contatto con la natura in quanto i finlandesi vivono praticamente immersi nella vegetazione e circondati da laghi, il che contribuisce al mantenimento dell’ equilibrio psicofisico. È stato scientificamente provato, infatti, che trascorrere regolarmente del tempo a contatto con la natura apporti benefici all’organismo globalmente inteso.

In Finlandia, inoltre, la qualità della vita è molto alta, i servizi pubblici sono tra i più efficienti del mondo, il livello delle diseguaglianze è tra i più bassi, ed un altro aspetto importante è costituito dalle politiche inclusive e dai sistemi educativi avanzati ed esemplari.

Ne deriva quindi la quasi totale assenza di corruzione.

In Finlandia, ma più in generale nei paesi del nord c’è una maggiore propensione ad una vita sostenibile, tra i principali obbiettivi ci sono quelli della salute ambientale e della vitalità dell’ecosistema.

Si predilige, ad esempio, l’uso della bicicletta per gli spostamenti, e si va verso l’eliminazione di carbone, petrolio e combustibili fossili, incentivando la produzione di energia mediante fonti rinnovabili. Uno degli obbiettivi è che le strade siano percorse da veicoli a bassa emissione.

Insomma in Finlandia è in atto una vera e propria rivoluzione green.

Un importante aspetto è dato poi dalle politiche inclusive.

Le aziende adottano misure volte ad agevolare i propri dipendenti ad esempio mettendo a disposizione degli spazi dove possano trascorrere del tempo libero. Esistono, per i genitori lavoratori ludoteche gestite da baby sitter.

Un esempio non solo da apprezzare ma al quale il nostro Bel Paese dovrebbe guardare con spirito di emulazione per poter contribuire a rendere l’Italia più verde ed anche più felice.

L’Italia infatti slitta dalla ventottesima posizione alla venticinquesima e sebbene sia in risalita è senza alcun dubbio un risultato ancora da migliorare.

C’è da dire che quest’anno il World Happiness Report  ha dovuto affrontare una sfida unica perché i dati solitamente analizzati si sono incrociati con gli effetti della pandemia sul benessere comune.

Dovremmo guardare ad una società più sostenibile, e se prima della pandemia c’era urgenza di agire sui cambiamenti climatici, adesso è inevitabile un cambio di direzione.

C’è bisogno di un’azione sinergica, globalmente intesa per il raggiungimento del benessere collettivo e non per le ricchezza, così forse ne guadagneremmo anche in termini di felicità.

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