20 marzo: Giornata Mondiale della Felicità

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Alla ricerca della gioia dell’anima-

Difficile da credersi ma tra crisi, attentati, muri a dividere il mondo, mancanza di posti di lavoro, politici sempre meno tali, tasse che logorano imprenditori tanto da indurli al suicidio, bullismo tra ragazzini che si distruggono fisicamente e psicologicamente invece di giocare tutti insieme a pallone, in un mondo pieno di “terre dei fuochi”, c’è qualcuno che ci ricorda che dobbiamo anelare alla Felicità. Questo “qualcuno” è l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con 193 Stati membri del mondo che, il 28 Giugno 2012, ha decretato il 20 marzo, già giorno dell’equinozio di primavera, giornata dedicata dal calendario cristiano a Santa Alessandra e Santa Claudia, “Giornata Internazionale della Felicità.”

L’ONU invita così tutti gli stati membri e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, le organizzazioni non governative e i singoli individui, a “celebrare questa ricorrenza in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica”.

Prima classificata, paese più felice è la Norvegia che non dimentica, dunque, che la felicità delle persone , dei popoli, e delle comunità deve essere tra gli scopi primari di qualsiasi cosa si faccia. La classifica della felicità degli stati si basa, tra l’altro, sul prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, la libertà, la generosità, il sostegno sociale, qui l’Italia si colloca al 48° posto, dopo l’Uzbeskistan , ma prima della Russia.

Nonostante Theodor Roosevelt abbia affermato che “nessuno può farti sentire infelice, se tu non glielo consenti”, oggi l’infelicità è di casa : poco amore,  vuoto, superficialità ed egoismo. Eppure dovremmo ripensare agli obiettivi da raggiungere per essere felici, i passi da fare. Tra necessità primarie e secondarie, scomodando definizioni psicologiche e filosofiche, c’è chi, come gli Emirati Arabi, ha nominato un “Ministro della Felicità”. E noi, in Italia, chi investiremmo di tale carica? ….

“Felicità, vurria sapè ched’è chesta parola”, si chiedeva Totò in una sua poesia. Eppure, se è davvero come diceva Epicuro nella sua “Lettera sulla felicità” a Meneceo, che “non c’è età per conoscere la felicità” … non si è mai troppo vecchi né giovani per occuparsi del benessere dell’anima, ed è la conoscenza delle cose che ci conduce ad essa”; allora se ancora tarda a farsi conoscere, non abbiate paura, nulla è davvero perduto …

E’ nel  2015 che l’ONU ha lanciato 17 obiettivi di sviluppo sostenibile tra cui eliminare la povertà, ridurre la disuguaglianza e proteggere il nostro pianeta …ce la faremo?

Come ben ci ricorda Luciano de Crescenzo nel suo “Stammi felice”, “la vera felicità si nasconde nell’attesa di essere felici, anche se non bisogna aspettare troppo perché, come scriveva Seneca al suo amico Lucilio, mentre si aspetta di vivere, la vita passa”.

Buona Felicità a tutti.

Claudia Izzo

 

 

 

 

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