20 Marzo, Giornata Mondiale della Felicità. Ma dov’è?

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Stringersi di più – di Claudia Izzo-

Il calendario ci ricorda che oggi, 20 marzo, è la Giornata dell’Equinozio di Primavera e la Giornata Mondiale della Felicità e mai come adesso c’è poco da star felici.

Rintanati forzatamente, certo avremmo voluto sceglierlo noi il dove ed il quando, siamo  più soli e più connessi. Non apriamo che finestre virtuali  cercando quel senso di appartenenza  che ci possa far sentire parte di un tutto che combatte,  senza armi e senza uscire di casa. Comodo, pensando che le guerre si sono fatte da sempre, imbracciando fucili o sofisticate armi moderne, ma lontani da casa. A noi viene chiesto invece di restare a casa, con i nostri cari. Qui, ognuno nella sua solitudine lotta con le proprie luci e le proprie ombre. C’è chi in casa ha i suoi carnefici, c’è chi in casa ha il coniuge da cui si sta separando. C’è chi ha la sua metà estranea da una vita, c’è chi cerca di ricucire sentimenti sgretolati, c’è chi ritrova quella vicinanza dimenticata, difficile da ricostruire, c’è chi, proprio in questi giorni, prepara quel che può per un figlio in arrivo  con la paura del dover andare in ospedale.

C’è chi, semplicemente, si stringe di più.

Tante storie che si intrecciano. In fondo l’età del Coronavirus è anche questo. Siamo bombardati da dati e da immagini che ci gelano il sangue. Il mostro senza volto non chiede il permesso di aggredire, ma aggredendo è già altrove, sulla prossima vittima. Sembra quasi avere un mantello magico con cui si prende beffa del mondo intero.

Quale felicità per un mondo che abbiamo messo in ginocchio noi stessi, per un mondo che non sappiamo difendere e amare? Perchè in fondo gira tutto intorno a questo: noi non sappiamo amare. Non amiamo noi stessi nè il mondo che ci circonda, quindi neanche i nostri figli, visto che non sappiamo preservare la natura. E che amore sarà mai quello da parte di coloro che per raggiungere i propri cari hanno hanno preso ultimamente quei treni da Nord a Sud …  è un atto di amore o di malsano egoismo?

“Spes ultima Dea fugge i Sepolcri” come scriveva Foscolo, reminiscenze liceali di quei tempi in cui, nel marzo di allora si correva in motorino verso il mare, annusando l’aria che si faceva “friccicarella”. Speriamo che tutto finisca presto e che tutto rinasca perchè “potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera” (Pablo Neruda).

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