1 Marzo, nel nome di Lucio

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di Mariapia Vecchione-

Se io fossi un angelo
Chissà cosa farei
Alto, biondo, invisibile
Che bello che sarei
E che coraggio avrei
Sfruttandomi al massimo
È chiaro che volerei
Zingaro, libero
Tutto il mondo girerei […] »

Comincia così fra le inconfondibili note, un testo poliedrico, specchio del suo celebre Artista, oggi ricordato nel giorno della sua scomparsa: Lucio Dalla.

Cantautore, compositore, polistrumentista, per tutti noi, più semplicemente: “il poeta che cantava.”

Murales a Bologna

Bolognese di nascita, cosmopolita di animo, afferma fino alla sua scomparsa di sentirsi a casa nella suggestiva Napoli, trovando la sua vera dimensione solo nelle città del Sud, fra calore e passionalità. Ed è così che la casuale notte nella suite 448, trascorsa al pianoforte sfiorato dal grande Caruso, non ha più un significato casuale per l’animo di questo maestro. Nasce un testo che racchiude sentimento, ricordo, poesia di una penna ineguagliabile.

Nel 1986, ispirato da una vista sul mondo preziosa e rara, compone dei versi, quelli di un testo che ha lo stesso nome del tenore partenopeo Caruso, destinati a persistere nell’eternità, perché frutto di un racconto sentito e di un amore per l’unione dei versi resi eleganti ed intimistici grazie al calore del dialetto Napoletano, da lui studiato e apprezzato negli anni, come fosse una prima lingua e riconoscendone l’importanza culturale.

La sua grandezza musicale in un mondo così complesso, diventerà un ritratto di foto e parole. Lo stesso poeta nel 2008 sceglie di raccontare e di farsi raccontare dal giovanissimo Marco Alemanno, Lucio Dalla sceglierà solo il titolo del libro biografia: Gli occhi di Lucio.

Le fotografie sono nate dalla realtà circostante che Marco ammirava insieme agli occhi di Lucio prima che ci lasciasse, quello che la sensibilità di Lucio era in grado di cogliere con sguardo nostalgico, sensibile e delicato.

Diversi e intensi gli scatti del giovane Alemanno, ma uno in particolare quello che non dimenticherà mai, come la conoscenza e il rapporto con il cantautore Lucio Dalla, quello di un portico illuminato dalla luce di un tramonto.

In questo suggestivo panorama da cui trae uno scatto inedito, Lucio gli racconta di aver passeggiato anni indietro fischiettando per la prima volta il motivetto destinato a diventare: 4/3/1943, alle origini presentata a Sanremo con il titolo “Gesùbambino”.
Visionario e Sovversivo, suonano ancora attuali i versi di “Canzone”, ma ancor più oggi “Piazza Grande”:

«E se la vita non ha sogni io li ho e te li do
E se non ci sarà più gente come me
Voglio morire in Piazza Grande
Tra i gatti che non han padrone come me attorno a me.»

 

 

In copertina: Italian singer Lucio Dalla in Turin, guest of the TV program Tutto è po, Unknown author, Public domain

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