1 Giugno, Giornata Mondiale dei genitori, con uno sguardo al futuro

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Oggi martedì 1 giugno si celebra la Giornata mondiale dei genitori. Questa ricorrenza è stata istituita dall’ ONU per dare risalto alla figura del genitore all’ interno del nucleo familiare.

È infatti fuori discussione che le figure genitoriali abbiano un ruolo importantissimo per la crescita dei più piccoli, ma sarebbe auspicabile superare la stigmatizzazione sociale che esiste  intorno ai nuovi tipi di famiglie e la conseguente esaltazione solo di quella composta da una mamma e da un papà, per andare incontro al progresso e alle recenti acquisizioni della pedagogia contemporanea. È un dato di fatto che accanto alle famiglie tradizionali siano presenti anche altri tipi di famiglie.

Negli ultimi 40 anni si sono susseguiti una serie di studi che hanno avuto come oggetto delle loro analisi le famiglie arcobaleno ponendo particolare attenzione sulle capacità genitoriali e sulla crescita dei figli. Sulla base di questi studi si può asserire con certezza che i bambini sviluppano la stessa capacità di adattamento dei coetanei cresciuti in famiglie tradizionali, e non vanno incontro, più di altri,  a problemi di tipo emotivo.

Un altro aspetto molto importante, che va quindi a smontare una serie di secolari stereotipi, è che in queste famiglie i bambini non vivono la loro identità ed il loro comportamento sessuale in modo confuso, anzi sembra che lo facciano più liberamente in quanto sganciati da condizionamenti e preconcetti dei genitori quasi sempre presenti nelle famiglie tradizionali.

Non sono solo gli studi effettuati all’estero a supportare tali tesi ma anche alcuni studi italiani.

Un dato molto interessante, seppur triste, riguarda la difficoltà nel nostro Paese di fare delle stime precise a livello numerico delle famiglie arcobaleno a causa del pregiudizio verso le coppie dello stesso sesso e dell’ omofobia che limitano la libertà personale di dichiarare il proprio orientamento sessuale.

Ormai la ricerca è unanime e concorde nell‘ attribuire ai genitori omosessuali  una competenza pari, addirittura migliore rispetto a quelle dei genitori tradizionali. Aggiungo inoltre che nelle famiglie arcobaleno manca la divisione dei ruoli che impone lo stereotipo della contrapposizione tra mascolinità da una parte e femminilità dall’altra e ritengo che sarebbe ora che anche nelle famiglie tradizionali  avvenisse il superamento di questa obsoleta divisione dei ruoli.

La famiglia è un’ istituzione che si evolve continuamente così come si evolve il contesto socio culturale nella quale essa vive, e risente ovviamente di tutte le evoluzioni e dei processi di modificazione che avvengono intorno ad essa. Ecco perché è innaturale pensare che possa esistere un modello di famiglia unico e statico da preferire naturalmente. Quella tradizionale pertanto non è il solo modello possibile.

Esistono molte famiglie differenti per dinamiche interne, o per struttura, come quelle di fatto, omogenitoriali, miste, separate, monogenitoriali  e  l’esistenza di questa varietà  di famiglie e di genitorialità non deve in nessun modo indurci a pensare che l’ una escluda l’altra.

Più che porsi in contrapposizione bisognerebbe pensare ad una pacifica coesistenza tra tutti i tipi di genitorialità possibili.

Anziché sentirsi reciprocamente minacciati sarebbe auspicabile un vicendevole arricchimento guardando alla pluralità dei modelli familiari come possibilità di reciproca crescita. Ciò che realmente dovrebbe attirare la nostra attenzione è la qualità delle relazioni che si stabiliscono all’interno di ciascuna famiglia. La famiglia per essere funzionale deve essere caratterizzata da affetto, amore, legami, corretti processi educativi, da supporto reciproco. È la presenza di queste caratteristiche a definire l’adeguatezza delle capacità genitoriali, e non altro.

In Italia la difficoltà ad accettare le famiglie omogenitoriali si avverte molto più che altrove. La frase che si sente pronunciare più spesso è: ”non ho nulla contro le coppie gay ma credo che i bambini abbiano bisogno di una mamma e di un papà.” Se la si analizza bene è terribile perché nella prima parte si manifesta una sorta di tolleranza verso le coppie gay quasi come se gli si desse il consenso ad esistere e non lo abbiano a prescindere( che non è scontato per chi pronuncia la frase) e nella seconda si afferma uno stereotipo molto difficile da sradicare, cioè che i bambini abbiano bisogno di una madre e di un padre.

Di solito, chi la intende in questo modo non sa nemmeno spiegare il perché ne sia così convinto. Forse il motivo va ricercato nei modelli che ci hanno imposto, inculcato e che i più conservatori stentano a mettere in discussione.

La verità è che il modello familiare tradizionale è così radicato in ciascuno di noi che crea una barriera culturale e purtroppo, di conseguenza, anche legislativa e non fa altro che alimentare gli stessi stereotipi omofobici. Dobbiamo entrare nell’ottica che le coppie omosessuali non esistono perché noi glielo consentiamo e anche la possibilità di essere genitori dovrebbe essere un diritto di ciascun essere umano che lo desideri fermamente.

Di certo, tutti i tipi di genitori meritano fiducia e rispetto ed una giornata che esalti l’importanza di questa figura va più che bene soprattutto quando essa diventa un’ occasione per parlare di famiglia come abbiamo appena fatto, per sensibilizzare su alcuni temi ancora poco affrontati.

È auspicabile proseguire verso l’affermazione, anche nella pratica, di quelle che sono le acquisizioni della pedagogia contemporanea.

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