Quarantesimo risultato utile per il Bilancio Bcc Aquara

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Presentato presso la sala del Bar Moka, a Salerno, il bilancio 2017 della Bcc di Aquara-di Sergio Del Vecchio-

La BCC di Aquara riconferma la sua Mission nei suoi quarant’anni di attività con bilanci sempre in positivo, non indietreggiando neanche a fronte della riforma delle banche di credito cooperativo.

“Dire che non siamo preoccupati della riforma, che i vertici di Federcasse in passato avevano fatto passare per autoriforma e di cui ora avvertono i pericoli, non sarebbe corretto”, spiega Antonio Marino, direttore generale della Bcc di Aquara che a Salerno ha illustrato il bilancio 2017 della banca contrassegnato in particolare da un aumento di clienti e soci oltre che da maggiori impieghi e dal quarantesimo utile consecutivo di gestione. All’orizzonte una minore autonomia delle scelte rispetto alla capogruppo che si trova  a mille chilometri di distanza. Rischiamo, ma lo diciamo nell’interesse dei territori che potrebbero vedere venire meno concretamente un prezioso sostegno, di perdere lo  spirito della cooperazione che da sempre caratterizza la Bcc”.

Allarme raccolto anche da Giuseppe Fauceglia, avvocato e docente presso l’Università di Salerno, che, nel rimarcare l’azione sociale, e non solo quella di natura economica, svolta dalle Bcc, ha spiegato di attendere ” di poter leggere il contratto di direzione e coordinamento relativo alla riforma del credito cooperativo affinché possa essere attivata per i territori una discussione considerata utile a giungere ad una revisione di quello che è frutto di un decreto legge e non di una legge: quindi senza confronto nelle aule parlamentari. Con 13840 conti correnti di cui 2500 aperti accesi solo nel 2017, e 1431 soci, la Bcc di Aquara rappresenta un punto di riferimento per l’intera realtà del credito cooperativo.

“Nella situazione generale di crisi del sistema Italia, il risultato e la realtà della Bcc di Aquara sono quasi un miracolo”ha spiegato Vincenzo Imperatore, saggista finanziario e opinionista televisivo. Sottolineando, poi, che il sistema del credito in Italia ” ha perso il suo capitale di fiducia e non ha compreso che occorre ridisegnare la governance e innovarsi per resistere al ciclone tecnologico che è in arrivo. C’è bisogno anzitutto di rigore morale. E poi di trasparenza. Il cliente deve sempre chiedersi “perché?” e, soprattutto quando non ha buona cultura finanziaria, ha bisogno di risposte vere. Così so potrà stare sul mercato, dove l riforma creerà effettivamente una selezione naturale”

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