Muore a Zurigo Sergio Marchionne, il manager in pullover

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Una storia di immigrazione e di successi-di Sergio Del Vecchio-

Dopo tanti articoli che ne annunciavano l’imminente morte, si è spento oggi, a 66 anni,  presso l’ Universitätsspital di Zurigo, Sergio Marchionne. Dopo essere stato ricoverato lo scorso 27 giugno per un  sarcoma alla spalla destra ed essere stato in terapia intensiva, è morto per “complicanze postoperatorie”.

L’ultima uscita in pubblico, il 26 giugno scorso quando, nel Parco del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri  ha affermato, commosso,  “Mio padre era Maresciallo dei Carabinieri. Per me è un onore ed un privilegio poter consegnare a nome della FIAT le chiavi di questa Jeep Wrongler al comandante Nistri”. Una grande emozione per il  manager in pullover,  artefice del rinnovamento della FIAT,  amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e FCA US, di cui è stato anche presidente, presidente anche di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che Presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A., vicepresidente di Exor S.p.A. e membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli, Presidente del CdA dell’ACEA (associazione costruttori), membro del CdA del Peterson Institute for International Economics, nonché co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Occupata Istria delle milizie iugoslave, il padre di Marchionne si spostò con la famiglia a Chieti, dove il futuro Manager visse la sua infanzia, per poi emigrare in Ontario, Canada, prima di spostarsi in Svizzera dove era domiciliato. Perché a storia del famoso manager è anche una storia di emigrazione, ma di emigrazione con risvolti vincenti. Tre lauree, cinque lingue parlate, Sergio Marchionne  ha esercitato come commercialista, procuratore legale, avvocato, manager finanziario. Nel 2017 il suo reddito è di 9,7 milioni di euro.

Stimato negli ambienti economici e finanziari internazionali, Marchionne  lancia nuovi modelli, tra cui l’Alfa 159, la Fiat Nuova 500, la Grande Punto, l’auto più venduta in Italia nel 2006 e nel 2007. Durante la sua gestione, il titolo FIAT è passato da un minimo prossimo ai € 4 del 2005 ai € 23 del luglio 2007, per declinare poi a € 13 (comprensivo anche dello spin-off delle attività industriali, conferite in Fiat Industrial SpA), e scendere a 3,944 € nell’aprile 2012.
Con la  grave crisi economico-finanziaria imperante,  tenta di acquisire attraverso FIAT altri importanti gruppi automobilistici europei e non, tali da rendere il gruppo torinese il secondo al mondo.

Non mancano critiche ed opposizioni.  Ma il “bulldozer in pullover”  ha stoffa da vendere, esperienza e strategie da mettere sui tavoli dell’economia internazionale. Lunghe e travagliate le  trattative legate all’acquisizione di Chrysler con i sindacati e il governo statunitensi al termine delle quali raggiunge un accordo: l’acquisizione da parte del Lingotto del 20% delle azioni Chrysler, in cambio del know how e delle tecnologie torinesi.

Nasce così il sesto gruppo automobilistico del mondo. L’annuncio dell’ accordo viene dato dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama; la  FIAT acquista ufficialmente il 20% di Chrysler, diventando holding controllante di tutto il gruppo statunitense.

Muore così  l’uomo che ha letteralmente rivoluzionato l’industria automobilistica italiana. Il mondo dell’economia subisce una grave perdita.   A piangerlo, Alessio Giacomo  e Jonathan Tyler, nati dal primo matrimonio con l’ex moglie Orlandina e la compagna   Manuela Battezzato, manager aziendale conosciuta alla FCA, che si occupa del settore comunicazioni .

 

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