Bcc di Aquara: sottoscritto manifesto contro la crisi climatica

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Economia & Lavoro-

Il direttore generale della Bcc di Aquara, Antonio Marino, è tra i firmatari del manifesto “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica”,  promosso dal presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci.
L’impegno a tutela dell’ambiente si rinnova così da parte della nostra Banca, con la piena consapevolezza della necessità, a livello globale, di un mondo più green, con la sottoscrizione del manifesto che invita ad affrontare questa sfida, ribadendo l’importanza di un’economia circolare e sostenibile per rendere le nostre imprese più competitive,
proiettandole nel futuro e producendo posti di lavori.

Su questo si basa il manifesto firmato da oltre 50 esponenti del mondo economico, sociale e culturale italiano. Tra questi ricordiamo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’amministratore delegato Novamont Catia Bastioli.

“Si tratta di un’occasione oltre che di una necessità nata con lo scopo di rendere l’economia e la società più a misura d’uomo. Sottoscrivere il manifesto è stato dunque per noi un atto sentito ma anche dovuto” ha dichiarato il direttore Marino.”

-Affrontare con CORAGGIO la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di FUTURO. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’ENCICLICA LAUDATO SI’ di Papa Francesco.
Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa SFIDA può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità. E può vedere un’Italia in prima fila. Già oggi in molti settori, dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato ai servizi, dal design alla ricerca, siamo protagonisti nel campo dell’ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILE. Siamo, ad esempio, primi in Europa come percentuale di riciclo dei rifiuti prodotti.
La nostra GREEN ECONOMY rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla BELLEZZA, all’efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di COMUNITÀ e territori. Fa della COESIONE SOCIALE un fattore produttivo e coniuga EMPATIA e tecnologia. Larga parte della nostra economia dipende da questo.
I nostri problemi sono grandi e antichi: non solo il debito pubblico ma le DISEGUAGLIANZE sociali e territoriali, l’illegalità e l’economia in nero, una burocrazia spesso inefficiente e soffocante, l’incertezza per il presente e il futuro che alimenta paure. Ma l’ITALIA è anche in grado di mettere in campo risorse ed esperienze che spesso non siamo in grado di valorizzare. Noi siamo convinti che non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia.
La SFIDA DELLA CRISI CLIMATICA può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore. Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un MONDO PIÙ SICURO, CIVILE, GENTILE.-

 

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