Pisa, sorriso che nasce da sorriso: Ridolina & i Clown Dottori

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Realtà toscana- di Denata Ndreca-

In questi mesi fatti di distanze, si è parlato poco di chi – in distanza – viveva già: i bambini malati ricoverati nei reparti di oncoematologia pediatrica e le persone disabili. Abituati (anche se non ci si abitua mai) a quella normalità, abituati a guadare il mondo dal vetro di una finestra, abituati a conquistare ogni giorno e rispettarlo come fosse l’ultimo, sono loro che ci insegnano il significato della parola dignità e della parola vita, perché c’è vita anche dentro quelle mura, c’è vita anche dentro quei reparti, c’è dignità anche in quei corpi che deambulano male. E ci sono sogni che bisogna proteggere, ad ogni costo, ad ogni modo. Sogni che non crescono e non sopravvivono solo per le medicine e per le cure fisiche, ma anche per la cura dell’anima, per l’amore, l’unione. Per i sorrisi.

Per tutto ciò ci vuole un’anima grande e, nel cuore dell’Associazione“Ridoliona”, c’è.

Il progetto “Ridolina” nasce nel 2000 nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. L’intervento è effettuato da una équipe di clown-dottori professionisti che nel reparto di degenza, nel day-hospital, nel reparto di TMO, in sala operatoria e nell’aula scolastica operano per ridurre gli effetti causati dallo stress e dall’ansia dovuti alla malattia e allo stesso ricovero.

Obiettivo principale è quello di arricchire la vita in ospedale dei degenti, scandita da visite mediche, esami diagnostici, terapie, attraverso l’intrusione di figure amichevoli e portatrici di comicità, capaci di far meglio accettare sia lo stato di malattia che le cure, spesso generatrici di ansie maggiori che la malattia stessa. In particolare il clown-dottore con la sua specifica preparazione e versatilità d’intervento si prende cura di tutta la comunità ospedaliera: i piccoli pazienti con i suoi genitori e parenti, il personale sanitario e tutte le persone che gravitano intorno al reparto. Migliorare la percezione dell’ospedale da parte dei bambini; qualificare il tempo passato in ospedale dai bambini come tempo anche ‘divertente’; trasformare le emozioni negative in maniera creativa, scaricandole o mutandogli di segno fungere da terapia di sostegno; restituire al bambino la dimensione del gioco e il poter di decide cosa e come farlo. Minor percezione del dolore e maggior disponibilità dei bambini a sottoporsi ad esami di vario tipo (dai prelievi alla sala operatoria); provare a far vivere il momento della visita medica come un gioco. Costruire l’immagine seriosa e potenzialmente paurosa del Dottore; migliorare la qualità del tempo passato nelle stanze sterili ed in situazioni di isolamento; alleggerire il vissuto traumatico di gravi diagnosi, tanto per i piccoli pazienti quanto per i loro genitori; contribuire a mantenere alto il livello di ottimismo e le aspettative di guarigione; mantenere un forte legame con la realtà esterna e con la ‘vita fuori dall’ospedale.

Si tratta dunque di un’Associazione senza scopo di lucro, la cui attività trova ragione e ispirazione nella “terapia del sorriso”. Tale disciplina, pur se di recente acquisizione, gode ormai di riconosciuti crediti scientifici e in virtù dei risultati raggiunti è oggetto di una costante e progressiva diffusione. Inoltre l’associazione  è specializzata nei percorsi di sostegno agli anziani, ai disabili, ed ai soggetti svantaggiati. I membri dell’associazione hanno portato il sorriso negli ospedali Lotti di Pontedera (PI), Campo di Marte di Lucca, il Ceppo di Pistoia, G. Pasquinucci di Massa, curano il Pronto Soccorso Pediatrico dell’ospedale di Lucca e l’RSA San Cataldo sempre di Lucca. Inoltre hanno operato in varie RSA di: Colle val d’ Elsa (Si), Poggibonsi (Si), San Gimignano (Si), Vecchiano (Pi), Madonna dell’acqua (Pi), Tirrenia (Pi). I clown-dottori in continua collaborazione con l’equipe medico-infermieristico del reparto di oncoematologia del Santa Chiara, forniscono periodicamente percorsi formativi al personale sanitario e portano la loro esperienza e metodologia d’intervento nei vari congressi medico infermieristici in particolare quelli organizzati dall’AIEOP. L’associazione Ridolina collabora  con scuole di ogni genere e grado, in particolar modo negli istituti socio-pedagogici con percorsi formativi di comicoterapia e di prevenzione al disagio per alunni e docenti.

E tutto ciò, funziona anche da digitale, perché nonostante l’interruzione della terapia del sorriso in reparto, a causa del COVID19, il loro impegno per i piccoli pazienti di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, continua. Era la sera dello scorso 4 marzo quando gli è stato comunicato che il loro servizio era stato interrotto, nemmeno il tempo di poter salutare coloro a cui avevano dato appuntamento la mattina successiva.

“È stato come un gelo” ricorda Antonietta Oristano (che noi tutti conosciamo come Doda), il momento in cui il servizio dell’Associazione Ridolina all’interno del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa è stato sospeso.

Lei e Francesco Pisani (Dottor Bazar), sono i clown dottori fondatori e promotori dell’associazione che da oltre vent’anni cerca di umanizzare la degenza dei bambini ricoverati nei reparti pediatrici e oncoematologici, ispirandosi alla terapia del sorriso, bambini che, a causa del COVID19, rischiavano di perdere anche quel momento di leggerezza.

“Non volevamo lasciare soli i nostri pazienti e le loro famiglie. I giorni subito dopo l’interruzione sono stati duri per tutti: molti genitori si sono sentiti persi, specie coloro che stavano affrontando situazioni delicate, come il ricovero nel reparto di trapianto midollo osseo. Per questo ci siamo attivati ideando giochi e clownerie tramite il digitale. All’inizio è stato un po’ come continuare ciò che facevamo in ospedale: musica, canzoni, marionette e magie. Non sono mancati i racconti o l’aiutare qualcuno di loro a fare i compiti in maniera più giocosa” dichiara la Oristano.

Con le settimane però sono arrivati anche i giochi: dal nascondino, alla caccia al tesoro, all’uno, due, tre e stella fino a quelli di fantasia, come immaginare di poter volare o pescare al mare o fiume, perché con un bambino si può; ma il  gioco che piace di più è la Tombola Ridolina, dove vincono tutti e come premio ricevono i dolcetti preparati dai genitori, anche loro sono parte integrante di questo percorso digitale. Grazie alle piattaforme online riusciamo a fare videochiamate da un minimo di due a un massimo di sei bambini, sempre in presenza dei rispettivi genitori.

Sono famiglie che si sono conosciute durante il percorso di cura e hanno stabilito tra di loro un’amicizia” spiega la Oristano. Gli incontri si svolgono tutti i giorni, di norma il pomeriggio, quando i piccoli non hanno lezione e sono liberi. Se il bambino è ricoverato allora la videochiamata la facciamo la mattina, mentre va in sala operatoria; se ha difficoltà a mangiare, allora ci diamo appuntamento per fare insieme la colazione, il pranzo e la cena. L’incontro non ha un tempo definito, può durare mezz’ora, ma anche due ore: tutto dipende da quanto ci si diverte.

Dal 5 marzo a oggi sono state effettuate 876 chiamate pari a 90 ore, oltre 68 le ore di videochiamate su Whatsapp, più di 2000 messaggi inviati, in attesa che si torni presto in reparto. In questo momento di ulteriore difficoltà vogliamo che i nostri piccoli pazienti possano affrontare le terapie e la degenza nel modo migliore, vogliamo poter donare loro momenti di allegria e spensieratezza e poi si sa, quando ci si diverte è difficile abbandonare il gioco.

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