Firenze, una capitale per la pace: i sindaci europei di Eurocities uniti contro la guerra in Ucraina

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-di Denata Ndreca

17 rintocchi di campane che risuonano in piazza Santa Croce, come 17 sono i giorni di guerra dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina.

“Firenze saprà da che punto prendere il mondo e aiutarlo a crescere e vivere in pace”.

Si è aperta con le parole del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, scomparso due mesi fa, la manifestazione per la pace organizzata dai sindaci europei di Eurocities. Un corteo per dire no alla guerra, per dire si alla pace in Ucraina.

Un idea che è nata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, in qualità di presidente di Eurocities.

Bambini, donne e uomini, ragazzi, associazioni, partiti e rappresentanti del Governo, rappresentanti della comunità ucraina con i loro vestiti tradizionali, tutti insieme, circa 20.000 persone unite in piazza Santa Croce.

Una Firenze che sembra essere una capitale della pace, collegata con altre 100 città, con interventi e con videomessaggi di diversi sindaci dell’Europa, ma soprattutto, in collegamento diretto con Zelensky.

Sono parole forti le sue. Ha lo sguardo fermo mentre  ringrazia per la solidarietà e chiede di ricordarci di un numero: 79, come il numero dei bambini morti in guerra dall’inizio del conflitto. “Questo numero non deve cambiare più”… “Bombardano gli ospedali infantili perché non nascano più figli” – dice Zelensky parlando dei russi – appena il collegamento riprende. “ Le forze armate russe cercano di distruggere intere città. Mariupol: è assediata, la bombardano 24 ore su 24, hanno distrutto addirittura la clinica ostetrica di un ospedale infantile”… ”Immaginate cosa significa quando non si riesce a trovare la pace neanche in chiesa, perché vengono bombardate anche le chiese. La guerra è contro l’Europa e il suo modo di vivere. Voi capite perché siamo diversi, perché noi viviamo e loro uccidono. Sono convinto che cercherete di fermare la guerra come lo sta facendo ogni ucraino. Servono le sanzioni contro la Russia perché ogni soldato russo capisca il prezzo di ogni sparo. Serve che il mondo degli affari capisca che i russi distruggono la vita. Ogni azienda multinazionale deve uscire dalla Russia“.

Anche il sindaco di Kiev ringrazia, rivolgendosi alla piazza dicendo che “l’Ucraina ama ognuno di voi, combattiamo insieme per i principi democratici”.

Dobbiamo fermare la strage di innocenti, vogliamo vivere in pace. Grazie per gli aiuti che state inviando, non potrò mai dimenticare quello che la mia seconda patria, l’Italia, sta facendo per il mio Paese”. Sono le parole che contiene il messaggio dell’ex attaccante del Milan Andriy Shevchenko,

Non manca il videomessaggio di Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo: “Siamo al fianco degli uomini e donne che combattono contro questa invasione ingiustificata. I sindaci hanno un ruolo chiave affinché lo stato di diritto sia sempre garantito nella vita quotidiana dei cittadini. Condanniamo l’aggressione ed esprimiamo la nostra solidarietà a chi soffre. L’Europa comincia nelle sue città”

Al vento che diffonde le parole, si giungono immagini e note di pace, come le note e le immagini del video di Imagine di John Lennon, si unisce la folla che canta sventolando le bandiere della pace e dell’Ucraina.

Si unisce il desiderio di far cessare la guerra.

 

 

 

 

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