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Femminicidio-suicidio: Ester, 38 anni, voleva lasciare il compagno

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Il caso

E’ morta dissanguata, Ester. Colpita da un’arma da taglio, un fendente alla gola.
Ancora un femminicidio, questa volta in Trentino. A compiere il delitto, Igor, il compagno di Ester, padre dei suoi tre figli, che poi si è ucciso a sua volta.
Chi erano
Lei, 38 anni, di Cavalese, era cresciuta a Valfloriana, in Val di Fiemme, in provincia di Trento. Dopo la scuola di estetica era diventata operatrice socio-sanitaria, da poco aveva aperto uno studio olistico suo, “Scintilla alchemica”; amava il suo mondo di cura del corpo, riequilibrio posturale, cristalloterapia. Igor Moser, 46 anni, era un boscaiolo. I due avevano avuto tre bambini di età compresa tra i cinque e i dieci anni ma erano in fase di separazione e vivevano in due case separate.

L’omicidio è avvenuto in un’abitazione a Montalbiano, frazione del Comune di Valfloriana, poi il 46enne si è tolto la vita, impiccandosi  nella sua abitazione, un sottotetto  nel Comune di Molina di Fiemme.

A scoprire il cadavere sarebbe stata la madre della donna.

118. Questo è il numero delle vittime di femminicidio nel 2023, 96 in ambito familiare o affettivo. In questi primi giorni del nuovo anno se ne registrano già 3.

La piaga non si ferma. La ferita è aperta. Il 2 gennaio a Sant’Oreste a circa 50 Km da Roma,  moriva Rosa D’Ascenzo, 73 anni.  Giulio Camilli, 73 anni, il marito ha portato la moglie in ospedale, già morta da tre ore. Qui avrebbe parlato di una caduta dalle scale ma non è stato creduto. Avrebbe colpito la moglie con un utensile preso in cucina, forse una padella. Per lui, il decreto di fermo con l’accusa di omicidio aggravato.

Il 5 Gennaio a Nero, in provincia di Agrigento vengono trovate morte, in due case poco distanti tra loro, due donne rumene. Una è stata trovata carbonizzata. Si tratta della 56enne Maria Russ e della 58enne Delia Zarniscu, seviziata con una lametta. Per il delitto è stato arrestato un 24enne loro connazionale, Omar Edgar Nedelcov.

Oggi il terzo femminicidio dell’anno. Quando riusciremo a fermare questi uomini, malati di gelosia o incapaci di accettare la fine delle loro relazioni ? Vite spezzate, tragedie immani, figli orfani che spesso decidono di cambiare anche il loro cognome.

Abbiamo bisogno di equilibrio, di maturità anche nell’accettare matrimoni che finiscono, storie che si chiudono. Nel rispetto di se stessi e dei figli che tutto guardano, tutto soffrono, tutto ricorderanno. Soprattutto abbiamo bisogno d’amore.

 

 

 

 

 

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