Un fenomeno in aumento. Gli hikikomori, chi sono?

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Il termine Hikikomori è nato negli anni ’80, letteralmente vuol dire “tirarsi fuori”,  dalle parole giapponesi  hiku “tirare” e komoru “ritirarsi” ed è un fenomeno desolante,  in vera crescita anche nel nostro Paese, che abbraccia più ragazzi di quanti possiamo immaginare.

Si tratta di un rifiuto completo da parte dei soggetti coinvolti, gli hikikomori appunto, delle relazioni sociali, sostituite da quelle mediate via Internet utilizzando chat e videogiochi online, un’evoluzione graduale che porta i giovani da un malessere fisico ad un malessere sociale fino al desiderio di abbandonare la scuola e le attività.

Di solito ne sono affetti maschi, primogeniti o figli unici, studenti brillanti su cui sono riposte molteplici aspettative, che si sono isolati dopo un fallimento o sconfitta. Appartengono ad un ceto sociale medio alto con personalità timida e tendono a invertire il ritmo circadiano in modo da annullare il giorno legato al concetto di operosità  e interazioni sociali. I giovani si isolano, si sentono inadeguati, non reggono alle pressioni sociali. Oziano, perdendo riferimenti comportamentali e abilità comunicative necessarie per interagire con il mondo  esterno. Di solito il disturbo viene confuso con la cultura nerd e geek o con una semplice dipendenza da Internet

La sindrome può colpire, secondo l’associazione Nazionale Hikikomori Italia, più di centomila persone tra i 14 ed i 40 anni e coinvolge da sei messi a dieci anni. Nel nostro Paese si stima che un individuo ogni 250 sia soggetto a comportamenti a rischio di reclusione sociale. La Società Italian di Psichiatria sostiene che circa 3 milioni di italiani tra i 15 e i 40 anni soffrivano di questa patologia nel 2013. 

In Giappone si è cercato di porre rimedio al problema degli hikikomori attraverso  l’approccio medico-psichiatrico trattando il problema come un disturbo mentale o comportamentale con il ricovero ospedaliero, assunzione di farmaci e sedute di psicoterapia e  l’approccio basato sulla risocializzazione dove l’ hikikomori viene quindi ospitato in una comunità alloggio in cui sono presenti altri hikikomori, con la possibilità di interagire lontano dalla casa di origine.

La figura dello hikikomori è spesso presente  negli anime  e nei manga, fino a diventare uno steriotipo giapponese: un numero sempre maggiore di opere vede affidare il ruolo di “eroe” a uno hikikomori, palesando una crescente accettazione e persino un miglioramento dell’immagine di questo modello psicosociale.

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