L’Empire State Building si colora per il cestista Kobe Bryant

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“Le nostre luci si accendono di giallo e di viola questa sera come tributo alla leggenda del basket Kobe Bryant, motivo di ispirazione per milioni di persone nel pianeta, che ci ha lasciato troppo presto…I nostri cuori sono vicini a tutte le famiglie, gli amici e i fans che sono sconvolti da questa tragedia. #824Forever”.

Questo si legge sul profilo ufficiale twitter dell’Empire State Building.

L’Empire State Building omaggia così il suo mito, la leggenda della Nba, colonna storica dei Los Angels Lakers, scomparso domenica scorsa, 26 gennaio a soli 41 anni schiantandosi con il suo elicottero, il Sikorsky S-76B,  su una collina vicino a Los Angeles. Con lui hanno trovato la morte sua figlia Gianna di 13 anni, il pilota Ara Zobayan, 50 anni, Sara Chester, 45 anni; Jhon Altobelli, 56 anni, allenatore di baseball con sua figlia Alyssa e sua moglie Keri.

Il terribile incidente è stato dovuto, per quanto si sa, alle condizioni atmosferiche non ottimali per il volo, per effettuare il quale è stato necessario un permesso speciale. Il pilota, proprio per non perdere il contatto visivo con il suolo, si sarebbe abbassato più del dovuto, vittima di un disorientamento spaziale. Un patto tra Kobe e la moglie Vanessa ha impedito ai due di volare insieme sul loro elicottero per i frequenti spostamenti da un punto all’altro di Los Angeles, evitando così l’eventuale morte di entrambi i genitori.

La stampa statunitense ha dato la notizia di tutti i resti recuperati, Kobe riconosciuto attraverso le impronte digitali. A bordo dell’elicottero non vi era la scatola nera.

Così va via l’atleta innamorato dell’Italia dove aveva vissuto dai 6 ai 13 anni con la famiglia, quella stessa Italia dove amava tornare spesso e che porterà sempre nel cuore.

  

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