Guerra terzo giorno: le notizie della mattina

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-di Pierre De Filippo

Pare proseguire, anche al terzo giorno di guerra, una fase di stanca e di stasi anche se Macron annuncia “prepariamoci ad una guerra lunga” e, aggiungerei, logorante sotto tutti i punti di vista. Alla quale non eravamo nemmeno più abituati fortunatamente.

Cosa è accaduto nelle scorse ore?

Zelensky è ancora in piedi, fisicamente e politicamente, e non è questo un dato scontato; nella serata di ieri girava ancora in mimetica per le strade di Kiev mostrando la propria forza, la propria resistenza. La propria resilienza agli eventi avversi.

A chi gli garantiva – americani in primis – una strada sicura per lasciare il Paese ha risposto: “mi servono munizioni, non un passaggio”. È incazzoso Volodimir, veste casual e spesso la butta in caciara – è, d’altronde, il Beppe Grillo d’Ucraina – ma sta vivendo una situazione più grande di lui e di chiunque altro sulla faccia della terra.

In nottata le forze ucraine non solo resistono alle aggressioni russe ma ottengono anche importanti successi: un aereo russo viene abbattuto, Nikolaev, porto sul mar Nero, viene difeso, e l’esercito si spinge fino ad attaccare il Donbass, dove è montata la polemica dei separatisti filorussi.

D’altra parte, è mattina presto quando dal Cremlino annunciano la presa di Melitopol, a poche centinaia di chilometri dalla Crimea e le file di profughi verso Moldova e Romania si fanno sempre più lunghe.

La Russia conferma ancora una volta di non essere né una potenza militare – troppo pesante, troppo goffa, troppo obsoleta – né, tantomeno, una potenza politica, sociale o economica. Gode di una posizione geopolitica privilegiata, di energia di base e di poco altro.

Solo Putin non se n’è ancora reso conto.

Il protagonista della mattinata è, però, il temerario Zelensky. “È un momento cruciale per chiudere una volta per tutte la lunga discussione e decidere sull’adesione dell’Ucraina alla UE”, scrive su Twitter, dove annuncia di aver parlato con Charles Michel.

È, a modo suo, una piccola bomba, che testimonia ancora una volta quanto in questa fase Kiev riesca a “gestire” le sorti del conflitto. E rincara la dose, riportando una discussione con Ursula Von der Leyen,Credo che anche l’Unione europea scelga l’Ucraina”.

C’è poi, e di questo dobbiamo essere molto felici, il chiarimento con Mario Draghi dopo l’equivoco di ieri.

Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri stati Ucraina e Italia” dice. “Solo Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto la disconnessione della Russia da Swift, la fornitura di assistenza alla difesa”.

Anche Palazzo Chigi conferma la possibilità nonostante le incertezze del Ministro Franco.

Alle 10, il Ministro dell’Energia ucraino dà l’annuncio: “Riconquistata la centrale elettrica di Kiev”.

La resistenza continua.

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