Erdogan fa arrestare la giornalista turca Sedef Kabas. La libertà di espressione è ancora lontana.

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-di Denata Ndreca-

L’Unione dei giornalisti turchi: l’arresto di Kabas è un “serio attacco alla libertà di espressione”.

La Turchia è  uno dei paesi con il maggior numero di giornalisti imprigionati, un paese dove la libertà di espressione passa ancora per porte chiuse, sempre di più, già dal fallimento del tentativo del colpo di stato contro Erdogan nel luglio 2016 che portò alla morte di 290 persone e al ferimento di altre 1440. Furono arrestati 2893 golpisti e 2745 giudici furono rimossi dall’incarico dall’Alto Consiglio, in particolare nella città di Istanbul.

Questa volta, sempre a Istanbul, è bastato un detto popolare, in diretta televisiva del canale di opposizione Tele 1,( “La testa coronata è più saggia”, ma pare non sia vero perché “il toro entrando nel palazzo non diventa re, ma si trasforma in un fienile”), a scatenare l’arresto immediato della giornalista turca Sedef Kabas. L’accusa mossa contro quest’ultima riguarda il reato di”oltraggio al presidente”, punito per la legge turca con la reclusione non inferiore a un anno e non superiore a quattro anni. Accusa che lei respinge.

L’arresto è avvenuto sabato sera, subito poche ore dopo aver commentato con i suoi 900.000 follower su Twiter, dichiara il suo avvocato.

“È chiaro che il cosiddetto giornalista insulta il nostro presidente su un canale televisivo che non ha altro scopo se non quello di diffondere l’odio”, risponde su Twitter la portavoce di Erdogan, Fahrettin Altun.

Durante la pandemia, sono almeno dodici i giornalisti accusati per   di aver creato ansia e panico tra la gente,  così la pseudo democrazia turca di Erdogan continua a soffocare e spegnere la voce delle donne, come quella di Ebru Timtik – l’avvocata che voleva processi equi, che fu arrestata con l’accusa di legami con il Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (Dhkp), un gruppo considerato terroristico da Ankara. Morì dopo 238 giorni di sciopero della fame.

 

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