Donne che sanno volare in alto: Samantha Cristoforetti, la prima donna europea al comando della Stazione Spaziale Internazionale    

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-di Denata Ndreca

Trovare l’eterno dentro un tempo che  finisce così velocemente, tempo che passa per prima dai doveri verso la società e la famiglia senza mai abbandonare i sogni: è l’antico mestiere di ogni donna.

Banale sarebbe elencare le attività quotidiane delle donne che hanno sposato tutte le cause dell’umanità, cercando di fare dei propri figli – persone degne; ma di banale non c’è nulla, perché prima di ordinare il mondo, bisogna saper ordinare il  piccolo micro ambiente in cui si vive, e per ordine non si intende solo  lavare, stirare e pulire vetri, ma saper mettere le cose nel posto giusto, ovvero, dare alle cose il posto giusto.

E bensì, un concetto forse apparentemente semplice, ma non per chi guarda più in profondità. Trovare un posto – il proprio posto dentro questo universo – fa parte del nostro viaggio e, (lontane) dai movimenti estremisti per la conquista dei diritti delle donne, (lontane) da chi va in strada senza mutande urlando per difendere il sacro diritto di libertà, (lontane) da chi vuole come nuova tendenza di moda i pantaloni sporchi di sangue mestruale, vi sono quelle che in questo mondo femminile, con la loro tenacia e il duro lavoro – osano volare e toccare le stelle – mettono in atto i grandi sogni e la parità.

Ci sono voluti secoli per vedere le donne sedersi su cattedre universitarie dell’astronomia, fino a quando non è arrivata Margherita Hack all’Università di Trieste nel 1964, dirigendo anche l’Osservatorio Astronomico; ci sono voluti secoli perché l’uguaglianza fosse normalità, una normalità (se così possiamo chiamarla) che vedrà  in orbita nel 2022 nel corso della Expedition 68 – Samantha Cristoforettila prima donna europea al comando della Stazione spaziale internazionale (ISS), la terza al mondo dopo due americane. Lo annuncia l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), alla quale dichiara: Sono onorata della mia nomina alla posizione di comandante e non vedo l’ora di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare una squadra molto competente in orbita.

Ritornare sulla Stazione spaziale internazionale per rappresentare l’Europa è un onore di per sé,  afferma AstroSamantha, la quale con il suo impegno farà sventolare ancora più in alto la bandiera dell’Italia, un’ Italia che ha sempre saputo dare al mondo scientifico  un importante contributo – dove le donne hanno saputo imporsi. Oggi il 27% dei ricercatori nel campo dell’astronomia iscritti alla IAU (Unione Astronomica Internazionale),è rappresentato da donne  italiane.

Donne che sanno parlare con le stelle, donne che sanno volare in alto – anche per tutte noi.

Fotografia: AndreasSchepers, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

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